Pubblicato in: cultura della sicurezza

Moriremo tutti di campi elettromagnetici

zombieGiovedì scorso, su Radiotre Scienza, si discuteva di campi elettromagnetici.
Si dava conto di una recente sentenza del Tar del Lazio che ha parzialmente accolto l’appello presentato dall’Associazione per la Prevenzione e la Lotta all’Elettrosmog (APLE) che obbligherà i Ministeri dell’Ambiente, della Salute e della Ricerca a  fare una campagna informativa alla popolazione per il corretto uso ed i rischi dei cellulari.

Mi pare giusto. Dato l’estrema diffusione e l’uso costante dei cellulari, mi pare corretto che le persone vengano adeguatamente informate.

Ma questo non significa che sia stato dimostrato alcun nesso di causalità tra campi elettromagnetici e tumori.

Gl studi sinora condotti non hanno dato esiti tali da fornire un’evidenza statistica (figurati quindi un legame certo) di causalità con il cancro.
Ma non ci sono nemmeno prove che non siano cancerogeni.
È per questo che sono classificati dalla IARC come cancerogeni di cat. 2B, ovvero «Possibili cancerogeni per l’uomo».

«Possibili».
Non «Probabili».
Non «Certamente».
Semplicemente «Possibili».

E gli studi continuano. E, giustamente, si concentrano soprattutto su quelle situazioni che hanno dato esiti di possibile aumento del rischio, proprio perché ad oggi non ci sono prove.

Chiaro, no?
E invece no!
Per esempio, in trasmissione scrive uno che dice: «Sono stato operato di neurinoma dopo un periodo intensivo di uso del cellulare. E ora dopo un minuto di uso del cellulare mi si presenta mal di testa. Come lo spiegate?».

Premesso che, semmai, dovrebbe essere lui a dimostrare che il neurinoma gli è venuto a causa dell’uso del cellulare e non chi afferma che non ci sono prove che l’uso dei cellulari causi il neurinoma, la questione è un’altra.

Infatti, il giorno dopo, ad un corso di formazione, raccontavo questa storia ed in tanti erano convintamente convinti, con convinzione, che i campi elettromagnetici facessero venire il “cancro alla testa”.
Il fatto che alcuni di loro fossero fumatori rendeva tutto molto surreale.

La fallacia è tra noi e, ammesso che ci fosse un vaccino per tutelarci dai ragionamenti storti, ti direbbero che fa venire l’autismo.

La questione ha drammaticamente a che fare col modo in cui trattiamo l’incertezza in tutti quesi casi in cui abbiamo già un’idea in testa.
Tipo, giudicare la nostra capacità di guidare usando il cellulare, lavorare sui macchinari senza dispositivi di sicurezza, roba così…

Tutti pensiamo di avere un cervello che funziona secondo questo algoritmo:

zombie1

 

Magari…
La verità è che non ci stiamo facendo nessuna domanda perché conosciamo già la risposta. Vogliamo solo conferme, rigettando tutte le prove che falsificano la nostra teoria.
Questo è l’algoritmo (ricorsivo e che si autoalimenta) col quale funzioniamo:

zombie2-2.jpg

 

Tristemente…


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Pubblicato in: cultura della sicurezza, Senza categoria

D.Lgs. n. 81/2008 in formato ePub… Gratis! (Ver.1.04 con sanzioni aggiornate)

TU, Ver 1.04Non fai in tempo ad affezionarti agli importi delle sanzioni  appena aumentati del 1,9% che, mentre stai preparando il cenone di Capodanno, ti esce una Legge di bilancio qualunque e te li aumenta daccapo tutti del 10%.

Ma tutti, tutti eh…

Non solo… Viene anche introdotto un meccanismo che punisce eventuali “recidive” da parte del datore di lavoro, portando la maggiorazione degli importi al 20% se questi, putacaso, avesse commesso lo stesso reato nei 3 anni precedenti.

E così mi è toccato ricalcolare tutte le sanzioni, mettere le varie noticine, ma adesso potete scaricare da qui il testo completo del Decreto in formato ePub, con l’aggiornamento previsto.

È gratis e non dovete registrarvi da nessuna parte, potrete averlo sempre con voi, leggerlo direttamente dal vostro smartphone (è più comodo da consultare di un pdf), sfogliarlo nel vostro tempo libero, mostrarlo agli amici.

Il file pesa circa 24 MB. Scaricando direttamente da smartphone, vi si aprirà la pagina del servizio Onedrive. Cliccando sull’icona della una freccia rivolta verso il basso – nello screenshot qui sotto l’ho inscritta in un cerchio rosso – parte il download.

IMG_0099

Una volta che avrete scaricato il file, se avete un iPhone (o iPad), potete aprirlo con l’applicazione iBooks. Sui terminali Android dovete avere un lettore di ePub (es. Moon+ reader, eReader Prestigio ecc.)

N.B. Se sul vostro iPhone è già presente la precedente versione, cancellatela. Altrimenti continuerete a visualizzare quella.

Alcune istruzioni per facilitarne l’uso.

  1. attraverso l’indice dell’ePub potete navigare direttamente tra i Titoli e gli allegati del Decreto (vedi screenshot più sotto);
  2. all’inizio di ogni Titolo avete l’elenco degli articoli. “Tappando” col dito su quello che vi interessa, sarete inviati al testo corrispondente (vedi screenshot più sotto);
  3. Le note sono indicate da un apposito simbolo (vedi screenshot). Tappando su di esso si aprono le indicazioni relative ai provvedimenti di modifica subiti dal Decreto;
  4. Le sanzioni, ove presenti, sono indicate da un apposito simbolo (vedi screenshot). Tappandovi sopra col dito vi apparirà l’entità della sanzione;
  5. Usando i menu di navigazioni in intestazione o piè di pagina (vedi screenshot più sotto), potete andare dove vi pare, ingrandire o ridurre i caratteri, fare ricerche testuali, inserire segnalibri.

Qualche altra noticina:

  1. il file è aggiornato con tutte le modifiche, proprio tutte, ma tutte, tutte, intervenute fino ad oggi (fa fede la data del post e c’è un capitolo Note che specifica quali modifiche sono state apportate alla versione);
  2. appena lo aprite, potrebbe impiegare qualche secondo per caricarsi. Abbiate pazienza, sarete ricompensati…
  3. saltando tra le note e le sanzioni, in uno specifico ordine che conosco solo io e che riproduce la disposizione sequenziale dei nucleotidi del mio DNA, potete accedere a tutte le modifiche future del D.Lgs. n. 81/2008, fino al 2029;
  4. saltare tra le note, i rinvii degli articoli, gli allegati crea dipendenza… Se vi rendete conto che state passando le ore sul Testo unico, fatevi un giro su Pornhub o leggetevi i commenti ad un articolo del Fatto Quotidiano.

Se avete problemi con il download o, meglio ancora, se volete darmi suggerimenti, o ci sono specifiche richieste per migliorare l’eBook, scrivete un commento a questo post.

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Pubblicato in: incidenti

Natale sta arrivando

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Non ci sono soluzioni.

Puoi solo ridurre i danni.

Per esempio, occhio alle lucine natalizie.

Il 6 dicembre (il giorno di San Nicola… alias Santa Claus… aka BABBO NATALE… L’ennesima prova che non puoi fidarti di nessuno) la Commissione europea ha reso pubblici i risultati dei test effettuati sulle luci di Natale ed è risultato che il 20% di quelle testate non sono a norma.

Ne avevo già parlato qui 9 anni fa, ma nel frattempo la situazione non è migliorata di tanto.

20%.

Quali difetti siano stati riscontrati, non è dato sapere, poiché  i dettagli dello studio non sono ancora stati pubblicati, ma guardando quello di 9 anni fa, se tanto mi dà tanto, parliamo di rischio elettrico e rischio incendio.

Proviamo allora a dare qualche consiglio pratico per non peggiorare la situazione che già basta il Natale…

  1. Diamo per scontato che prendiate solo roba col marchio CE.
    O le acquistate sotto casa oppure online, non cambia nulla. Perché tanto anche quelle testate dalla Commissione europea avevano il marchio CE.
    Quindi, magari, acquistate quelle che, oltre al marchio CE, siano certificate anche da un istituto indipendente tipo TÜV o abbiano un marchio di qualità come, ad esempio, IMQ.
  2. Verificate il grado di protezione IP.
    Se siete tra quelli che fanno l’albero di Natale anche in giardino e sul tettuccio dell’auto, allora sulla confezione dovete guardare i simboli della tabella qui sotto.Schermata 2018-12-20 alle 18.28.37.pngQuelle per “uso esterno” devono essere almeno IP44 e devono avere la spina shuko.
  3. Se sulla confezione ci fosse riportato questo simbolo qua:
    Casaindovinate un po? Le luci sono solo per uso interno.
    Se, invece del simbolo, c’è proprio scritto “uso interno”, non potete usarle all’esterno.
    So che sembra la stessa cosa ed infatti lo è. E quando sono per uso interno, allora non sono per uso esterno. Mai.
  4. Se avete un bambino di 2 anni come me e gli avete regalato per Natale gli attrezzi isolati e un coupon per un corso PES/PAV, è probabile che lui voglia cimentarsi coi lavori elettrici sotto tensione. Mi sembra pure giusto… Sennò quando imparano ‘sti ragazzi. Se non siete sicuri della qualità del corso che ha frequentato, potete  allestire il vostro albero con lucine LED alimentate a bassissima tensione (roba da 12-24V). Le riconoscete da questo simbolo qui sulla confezione:
    SELVSe invece pensate che il corso sia stato fatto bene, allora potete mettere quelle standard, alimentate a 230V. In questo caso il rischio elettrico aumenta, ma per limitarlo ai soli contatti diretti, dobbiamo acquistare delle luci a doppio isolamento, cioè con questo simbolo qui:
    Doppio_isolamentoRipensandoci, queste due regolette non valgono solo per il bambino di 2 anni, che sa cavarsela da solo.
  5. Se volete comprare quelle lucette ad intermittenza che non solo intermittano, ma cambiano il modo e la velocità di intermittare con un pulsante, allora dovete guardare bene la scatoletta dove in genere è posizionato il pulsante (cioè il controller). Premetelo con i pollici, come farebbe una massaggiatrice thailandese mentre vi tortura. Se sentite che cede, lasciate perdere… Materiale scadente.
  6. Staccate sempre la spina prima di uscire di casa o di andare a letto.

Se non sono riuscito a farvi passare la voglia di festeggiare, BUON NATALE 🙂


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Pubblicato in: cultura della sicurezza, Formazione

Metti la cera… Togli la cera…

Siamo negli anni ’80, decennio funestato da scaldamuscoli, spalline, capelli cotonati.
Ma c’è anche «Karate Kid».

Allora, c’è questo ragazzo di origini italiane, un po’ sfigato, Daniel, che si trasferisce con la mamma in California e conosce una Tipa figa che è la ex di un Tipo alto, grosso e, soprattutto, cintura nera di karate.
Siccome il bullismo non ce lo siamo inventati negli anni 2000, il Tipo si ‘mbunna* vedendo che la sua ex-Tipa è attratta dallo sfigato e non perde occasione per karatekizzarlo (fargli il culo a colpi di karate) tutte le volte che lo incontra.

Daniel conosce, allora, il Maestro Miyagi (se questo nome non vi dice niente, non meritate questo blog e, forse, nemmeno le crepes con la nutella), un vecchietto immigrato dal Giappone che convince a colpi di karate pure i CSE a non chiedere il POS ai lavoratori autonomi.

Dopo lunghe insistenze da parte di Daniel, Miyagi si offre di insegnargli il karate, a patto che questi non discuta i metodi di insegnamento.
È qui che il film è entrato nella storia con la celebre frase pronunciata da Miyagi:

«Prima lava tutte le macchine. Poi le lucidi, con la cera. Devi dare la cera con la mano destra e la devi togliere con la sinistra. Dai la cera, togli la cera. Il respiro lo prendi con il naso e lo emetti dalla bocca. Dai la cera, togli la cera. Non dimenticare il respiro: è molto importante.»

Dopodiché, nel film succedono cose, tra cui il colpo «della gru» e il resto lo immaginate da soli.

Karate_Kid

Il Maestro Miyagi insegna che, se vuoi imparare il karate, non ti bastano le nozioni sul karate: devi mettere la cera e togliere la cera. Tante volte. Per tanto tempo. E allenarti duramente. Non impari il karate in una lezione, nemmeno se il tuo maestro è Bruce Lee (a maggior ragione, perché Bruce Lee faceva Kung Fu). Nemmeno se stai molto attento quando te lo spiegano.

È per questo che la formazione fatta come richiedono gli Accordi della Conferenza Stato-Regioni è sbagliata.
Non basta catafottere le informazioni nella testa del lavoratore per colmare le sue lacune, infarcendolo di nozioni e consigli fino a rendere la formazione «sufficiente e adeguata».

Non te lo dico io. Te lo dice il Maestro Miyagi.

Mettere la cera e togliere la cera non serve ad acquisire solo abilità.
Serve per creare un mindset, un modo di pensare e di essere.

Mettere la cera e togliere la cera è parte di un processo educativo.
Educazione che, etimologicamente**, significa «trar fuori».
Eh già, perché l’educazione, quella vera, non punta a colmare le lacune, ma a far esprimere il potenziale del soggetto. E richiede cura e dedizione.

 

* ‘Mbunnàra, v.tr.intr.rifl = umiliare(rsi), affligere(rsi), mortificare(rsi), dannare(rsi), sconsolare(rsi) [da «Dizionario della lingua catanzarese con grammatica» di V. Sorrenti, ed. La Rondine»
** Educare deriva dal latino ex ducere


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D.Lgs. n. 81/2008 in formato ePub… Gratis! (Ver.1.03 con Decreto Sicurezza. Quello vero!)

TU Ver.1.03Avevano esagerato: quella faccenda della notifica preliminare da inviare al Prefetto (ne avevamo parlato qui), hanno capito da soli che era un’arma di sterminio indiscriminata.

Proprio così, la notifica preliminare deve essere inviata dal Committente anche al Prefetto, «limitatamente ai lavori pubblici».

Lo dice la L. n. 132/2018 di conversione del cosiddetto Decreto Sicurezza che, tra le altre cose, modifica l’art. 99, comma 2 del D.Lgs. n. 81/2008.
Non potevo non dirvelo, ma come premio di consolazione, adesso potete scaricare da qui il testo completo del Decreto in formato ePub, con l’aggiornamento previsto.

È gratis e non dovete registrarvi da nessuna parte, potrete averlo sempre con voi, leggerlo direttamente dal vostro smartphone (è più comodo da consultare di un pdf), sfogliarlo nel vostro tempo libero, mostrarlo agli amici.

Il file pesa circa 23 MB. Scaricando direttamente da smartphone, vi si aprirà la pagina del servizio Onedrive. Cliccando sull’icona della una freccia rivolta verso il basso – nello screenshot qui sotto l’ho inscritta in un cerchio rosso – parte il download.

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  2. all’inizio di ogni Titolo avete l’elenco degli articoli. “Tappando” col dito su quello che vi interessa, sarete inviati al testo corrispondente (vedi screenshot più sotto);
  3. Le note sono indicate da un apposito simbolo (vedi screenshot). Tappando su di esso si aprono le indicazioni relative ai provvedimenti di modifica subiti dal Decreto;
  4. Le sanzioni, ove presenti, sono indicate da un apposito simbolo (vedi screenshot). Tappandovi sopra col dito vi apparirà l’entità della sanzione;
  5. Usando i menu di navigazioni in intestazione o piè di pagina (vedi screenshot più sotto), potete andare dove vi pare, ingrandire o ridurre i caratteri, fare ricerche testuali, inserire segnalibri.

 

 

Qualche altra noticina:

  1. il file è aggiornato con tutte le modifiche, proprio tutte, ma tutte, tutte, intervenute fino ad oggi (fa fede la data del post e c’è un capitolo Note che specifica quali modifiche sono state apportate alla versione);
  2. appena lo aprite, potrebbe impiegare qualche secondo per caricarsi. Abbiate pazienza, sarete ricompensati…
  3. saltando tra le note e le sanzioni, in uno specifico ordine che conosco solo io e che riproduce la disposizione sequenziale dei nucleotidi del mio DNA, potete accedere a tutte le modifiche future del D.Lgs. n. 81/2008, fino al 2028;
  4. saltare tra le note, i rinvii degli articoli, gli allegati crea dipendenza… Se vi rendete conto che state passando le ore sul Testo unico, fatevi un giro su Pornhub o leggetevi i commenti ad un articolo del Fatto Quotidiano.

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Dove sta scritto?… Formazione e-learning RLS (aggiornato con nuovi CCNL)

YoulearnGiusto perché non ci siano fraintendimenti: per me seguire un corso di formazione sulla sicurezza in modalità e-learning è come pretendere di fare educazione sessuale a tuo figlio facendogli guardare i video su youporn.

In effetti ora le cose potrebbero migliorare grazie allo sviluppo di applicazioni che sfruttano la realtà aumentata o, addirittura, attraverso l’implementazione di ambienti di realtà virtuale. Mi riferisco alla possibilità di fare educazione sessuale mediante youporn, chiaramente… Non credo ci siano speranze per la formazione sulla sicurezza in e-learning….

Detto questo, con i miei clienti sono limpido e trasparente come un vaso di cristallo di Boemia appena modellato e uscito dalla fornace. Quando uno di loro mi dice che deve fare formazione, io gli rappresento entrambe le alternative: o la fai o non la fai. Se la vuoi fare, c’è l’aula. Se non la vuoi fare, c’è l’e-learning.

Ma il cliente oggi mi si informa, legge, anticipa. E così ogni tanto mi arriva quello che fa:

CLIENTE (tutto informato e pieno di sapere): «È stato eletto il nuovo RLS. Mi dai qualche riferimento per un corso e-learning fatto bene?»

IO: «Brav’uomo, per quanto voglia aiutarla a spendere male i suoi soldi, questa volta sono costretto ad impedirglielo, mio malgrado. Il corso e-learning al suo RLS, lei non lo può fare»

DOVE STA SCRITTO?

Nell’Allegato V dell’Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016, che dice che per l’RLS la formazione NON è erogabile in modalità e-learning fatto salvo diverse indicazioni del CCNL.

Alla data odierna di oggi in questo istante e non più tardi, gli unici CCNL che mi risulta abbiano “diverse indicazioni” sono i seguenti (quindi quelli per i quali la formazione in modalità e-learning del RLS è ammessa):

  • CCNL per i dipendenti degli studi professionali che amministrano condomini o immobili, società di servizi integrati alla proprietà immobiliare – SACI
  • CCNL per i dipendenti delle Sale Bingo e Gaming hall – ANPIT
  • CCNL per i dipendenti delle case di cura e servizi assistenziali e socio sanitari – ANPIT
  • CCNL per i dipendenti da aziende del settore commercio – ANPIT
  • CCNL per gli addetti all’industria di ricerca, di estrazione, di raffinazione, di cogenerazione, di lavorazione o alla distribuzione di prodotti petroliferi
    (escluse la ricerca, l’estrazione, ecc. delle rocce asfaltiche e bituminose)
    e per gli addetti del settore energia ENI (solo per aziende a rischio basso)
  • CCNL Intersettoriale: commercio, terziario, distribuzione, servizi, pubblici esercizi e turismo – CIFA
  • CCNL per i dipendenti delle Sale Bingo e Gaming hall – ANPIT
  • CCNL per i dipendenti dei servizi ausiliari alla collettività, alle aziende ed alle persone – ANPIT
  • CCNL per i dipendenti dalle imprese artigiane e/o delle piccole imprese industriali tradizionali di pulizia e/o di servizi integrati multiservizi _ global service – CNAI
  • CCNL per i dipendenti da cooperative, consorzi e società consortili esercenti servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi – Sistema cooperativo
  • CCNL per i dipendenti degli studi professionali e delle agenzie di assicurazione – ANPIT
  • CCNL per dirigenti, quadri, impiegati e operai del terziario avanzato – ANPIT
  • CCNL per i dipendenti dalle aziende esercenti attività nel settore terziario e servizi – CNAI
  • CCNL per i dipendenti del terziario: commercio, distribuzione e servizi – Sistema Impresa (solo RLST)
  • CCNL per i dipendenti da aziende del settore turismo, agenzie di viaggio e pubblici esercizi – ANPIT

Già che ci siamo: quando si parla di aggiornamento della formazione degli RLS in modalità e-learning, la medesima tabella dice «”/”, fatto salvo diverse indicazioni CCNL». Quindi, gli aggiornamenti periodici non sono mai ammessi in modalità e-learning, a meno di esplicito consenso riportato nel CCNL.

P.S.
Questo post è l’aggiornamento di un post precedente, ma contiene anche i contratti di quell’altro

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Pubblicato in: appalti, cultura della sicurezza

La sicurezza fatta con le M&M’s

Immaginiamo che abbiate intenzione di assistere alla prima teatrale dell’Aida di Verdi, integralmente trasposta in dialetto catanzarese e arrangiata con gli strumenti musicali tipici della tarantella calabrese.
Suona la celebre Fisarmonic Orchestra e dirige il maestro Cicciuzzu Pizzitano detto ‘u catarrusu per la sua abitudine di espettorare, scaramanticamente. all’inizio di ogni atto.

L’evento è attesissimo.

I biglietti del teatro Politeama sono tutti venduti da mesi.
Coloro i quali sono riusciti a comprarne uno, adesso vivono sotto scorta.
La ‘Ndrangheta ha sporto denuncia perché i bagarini vendono i biglietti a prezzi da estorsione.

Voi vi presentate all’ingresso con la fotocopia di un biglietto omaggio ed una fotografia che vi vede ritratti in compagnia del sindaco di Petilia Policastro, affermando di esserne il cugino e chiedendo, pertanto, di essere ammessi al palco delle autorità.

Il bigliettaio spiega che no, non la dovete prendere sul personale… Lui vi crede, eh… È  solo che gli sembra strano che il cane vi abbia mangiato il biglietto originale come gli avete raccontato. Meno male che avevate fatto la fotocopia…
Magari, dice, se ci fosse lì vostro cugino, il sindaco, potrebbe lui confermare la storia… Però sì… capisce che non possa esserci ed è dispiaciuto che proprio stasera si svolga il funerale di sua madre, vostra zia, per quanto riconosca sia stata un’ottima idea organizzare il corteo funebre alle 21:30 per evitare il traffico verso il cimitero di Petilia.

Insomma, il bigliettaio è costernato ma insiste che no, senza biglietto proprio non potete entrare. Sì, avete ragione, è solo un pezzo di carta, ma secondo lui potreste esservi inventato tutto.

La valutazione dell’idoneità tecnico-professionale di un fornitore che verrà da voi per svolgere un lavoro, non è una questione formale, per quanto la norma ce l’abbia messa tutta per farla apparire come tale.

Prima che affidiate il lavoro, quelle carte sono l’unico modo che avete per capire meglio chi vi metterete in casa e, chiunque abbia sufficiente esperienza, sa come sia possibile guardare oltre la forma dei documenti e farsi un’idea se dietro le carte vi sia anche un po’ di sostanza.

Certo, non puoi limitarti a chiedere il certificato di iscrizione CCIAA e l’autocertificazione, ma devi andare oltre, calibrando le richieste in modo opportuno, in ragione della rischiosità delle attività che il fornitore dovrà svolgere.
E, soprattutto, le carte che ricevi te le devi poi leggere e, se riscontri aspetti che reputi potenziali segnali deboli di qualche problema, devi approfondire.

Lo scopo ultimo di queste verifiche è quello di mettere il committente nelle condizioni di decidere se sia opportuno affidare i lavori ad un soggetto, ricordando che, in caso di infortunio o incidente, a prescindere che le responsabilità siano riconducibili o meno al solo fornitore, il committente come minimo subirà conseguenze in termini di ritardi, sequestri, danni a macchine o strutture, procedimenti giudiziari, ecc.

Questa filosofia l’aveva capita bene la band dei Van Halen (sì, quelli di JUMP) che furono i primi ad esternalizzare integralmente la produzione dei loro concerti che, nel frattempo, erano diventati veri e propri circhi itineranti di elevata complessità gestionale.
Nel mio ultimo libro «Safety Risk Management» racconto la storia della clausola 126 che i Van Halen avevano inserito nel testo di contratto di 53 pagine – molto dettagliato – che facevano firmare agli organizzatori di turno.

Eccola:

Van.Halen_.Smart_.Contract

In pratica, dice che l’organizzatore doveva far trovare nel backstage, tra le altre cose, una ciotola piena di M&M’s senza confetti marroni.

Non si trattava del solito capriccio delle rockstar… L’inadempienza alla regola veniva considerata dai Van Halen come il segnale debole di una possibile carenza gestionale.
Una sola M&M’s marrone nella ciotola avrebbe comportato un supplemento di controllo su tutta la produzione per essere sicuri che non fossero sfuggiti aspetti ben più salienti che avrebbero potuto determinare il fallimento dello spettacolo.

E sì, una volta l’hanno fatto davvero: in Colorado, partendo dalle M&M’s, annullarono la data di un concerto perché si accorsero che gli organizzatori non solo non avevano letto la clausola 126, ma anche quella che riportava le specifiche col peso delle attrezzature, col risultato che la struttura del palco era stata sottodimensionata.

P.S.
Il libro che ho scritto insieme alla collega E. Blasizza non parla solo dei Van Halen. Dice cose. Alcune interessanti, altre molto interessanti.

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