Pubblicato in: cultura della sicurezza

Manuale Sicurezza sul lavoro 2019

Sicurezza_sul_lavoro_2019_20287.ashxOvviamente tutti già sapete già di cosa stiamo parlando, ma per i nati nel 2018 o per chi si fosse appena risvegliato dal coma, vale la pena spendere qualche parola.

Il Manuale Sicurezza sul Lavoro è semplicemente tutto ciò di cui avete bisogno. Nella vita e nella professione. In salute e in malattia. È, in poche parole, il “42” della prevenzione: la risposta alla domanda fondamentale sulla sicurezza, gli incidenti sul lavoro e tutto quanto.
Dopo averlo acquistato, ogni dubbio sulla data certa, le firme sul POS, la collaborazione con gli organismi paritetici e qualunque altro aspetto della norma verrà dissipato.
Unica avvertenza: il Manuale va anche letto… (vale la pena precisarlo. Alcuni pensano che il semplice possesso sia sufficiente. Una sorta di atto di fede).

Qui (shop online della casa editrice Wolters Kluver) trovate tutte le novità ed i contenuti, capitolo per capitolo.

L’edizione 2019 si arricchisce, oltre che dei mirabili contenuti qui riassunti (fino a superare il muro delle 1400 pagine di vertiginosa sapienza), anche della prima copertina omologata per svolgere funzioni di segnaletica di cantiere stradale.
Puoi segnalarci ostacoli sulla carreggiata, attaccarlo sui furgoni della viabilità per indicare la presenza di lavori in cantieri mobili, poggiarlo per terra al posto dei coni…
Se lo tieni in macchina, puoi usarlo in luogo del triangolo in caso di sosta forzata sulla carreggiata fuori dai centri abitati.

Inoltre, come dice il termine stesso – «Manuale» -, abbiamo ridotto alla fonte i rischi derivanti da sistemi di azionamento differenti dalla forma umana o animale diretta. Conseguentemente, l’utilizzo di un dito o anche di un criceto o della lingua di un cane per girare le pagine rientra tra gli usi corretti del Manuale.
Al contrario, installare una benna alimentata da un motore elettrico per sfogliare il manuale, richiede la marcatura CE del libro. Se non l’avete capita, dovete assolutamente comprarvi il Manuale e andarvi a leggere il capitolo dedicato alla Direttiva macchine.

Alcuni, per assicurarsi la ridondanza, ne hanno acquistato 2 copie. Considerato che ogni copia del Manuale possiede ben 4 (diconsi quattro) modi differenti di protezione (laddove non capiste una cosa leggendola la prima volta, la troverete rispiegata con parole diverse altre 3 volte) e che ogni copia del Manuale è diversa dall’altra, è possibile parlare di sistema Fail-Safe.

Per la redazione del Manuale è stato costituito un apposito gruppo di lavoro da me coordinato, denominato «I cavalieri della tavola Rotella». Eccoli qui, uno per uno (che può anche essere espresso come 1^2), in ordine sparso e con gli argomenti da essi trattati:

  • Ing. Carmelo G. Catanoso, Signore delle terre dei cantieri temporanei e mobili, territorio ostile, in continua evoluzione. Per riposarsi, si ritira nei suoi spazi confinati;
  • Ing. Ugo Fonzar, Lord Comandante di macchine e attrezzature. Suo è il Titolo III del D.Lgs. n. 81/2008, sua la provincia della Direttiva 2006/42/CE e degli ascensori;
  • Dr.ssa Aurora Brancia, Lady delle paludi delle Sostanze Pericolose. Quando non è impegnata a somministrare agenti chimici, cancerogeni e amianto ai suoi nemici, ama coltivare agenti biologici;
  • Ing. Erica Blasizza, Regina delle isole REACH e CLP. Di notte si cimenta nelle arti oscure delle certificazioni ambientali. Ma questo manuale lo ha scritto di giorno.
  • Dr.ssa Carmen Caldovino, Signora della casata dello stress lavoro-correlato, gran maestra delle arti della formazione e comunicazione;
  • Ing. Marzio Marigo, Governatore dell’arcipelago delle ATEX, CEM, ROA e di ogni acronimo. Quando si ritira sulla terraferma, lo potrete trovare in luoghi a rischio di incidente rilevante o prossimi a sorgenti di radiazioni ionizzanti.
  • Io. Svolgo il compito di curatore del Manuale (se qualcuno si fa male) e raccolgo gli avanzi degli altri (valutazione dei rischi, rumore, gas tossici, VDT, movimentazione carichi, ecc.).

Al prossimo anno, con l’edizione 2020 🙂


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Questo blog genera assuefazione.
Ogni resistenza è inutile. Sarete assimilati (cit.)
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Niente spam, non temere.

Pubblicato in: dove sta scritto?

Dove sta scritto? … Segnaletica

E niente… Anche laddove non penseresti mai che qualcuno possa sollevarti un’obiezione, c’è sempre quello che ne sa una più del diavolo.

E il diavolo, come si sa, si annida nei dettagli che, in questo caso, sono rappresentati dai seguenti pittogrammi:

Uscita di emergenza

Quello di sinistra è il segnale previsto dal D.Lgs. n. 81/2008, mentre quello di destra è il medesimo segnale introdotto dalla EN ISO 7010:2012.

Diavolo (che guarda il dettaglio del cartello di destra con sguardo lubrico): il cartello non è conforme. L’art. 163, comma 1 dice che i cartelli devono essere quelli dell’allegato XXV del D.Lgs n. 81/2008 e quel pittogramma lì, nell’allegato XXV, non ci sta. Per giunta manca la freccia. Non basta togliere il cartello: dovrai demolire il muro. Così è scritto.

Io (brandendo il Testo unico nella mano destra e armato di erogatore di acqua santa, croci, aglio, paletti di frassino e pallottole d’argento): ma manco per niente. Quel cartello lì ce lo posso mettere e lo lascio così com’è. Vade retro Satana!

Dove sta scritto?

Al punto 1.3 dell’Allegato XXV del D.Lgs. n. 81/2008 che mi dice:

«i pittogrammi potranno differire leggermente dalle figure riportate al punto 3 o presentare rispetto ad esse un maggior numero di particolari, purché il significato sia equivalente e non sia reso equivoco da alcuno degli adattamenti o delle modifiche apportati».

Ora la faccenda diventa: si tratta di una differenza leggera? L’assenza di freccia è equivoca? Qualche lavoratore rischia di non uscirmi dalla porta in caso di emergenza prendendo la direzione sbagliata?

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali sul punto ha un pensiero preciso in proposito, riportato nella circolare 16 luglio 2013, n. 30 che, tra le altre cose, dice:

«Dal confronto emerge chiaramente che la differenza fra i simboli utilizzati dalla norma UNI EN ISO 7010:2012 e quelli previsti dal  D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. non equivocano il significato, rendendo equivalenti, al fine del loro utilizzo in ambito nazionale, i simboli».

Anche questa volta il Male è stato sconfitto.

In ogni caso, dovreste dare un’occhiata ai nuovi pittogrammi introdotti dalla norma EN ISO 7010 (sì, anche questi possono essere utilizzati – anche se non riportati nell’Allegato XXV del D.Lgs. n. 81/2008 – ai sensi dell’art. 163, comma 2 del Decreto). Ce ne sono diversi interessanti che si prestano a molteplici interpretazioni.

A me vengono in mente queste (spero di non aver frainteso il significato originale):

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