Pubblicato in: cultura della sicurezza, valutazione dei rischi

Safety risk management: il libro

Risk-Management

In un remoto allevamento situato nella campagna calabrese, un pollo neopositivista si prefigge il serio proposito di comprendere il funzionamento dell’universo.
Fedele alla vocazione scientifica del positivismo logico, egli si appresta ad affrontare con rigore metodologico l’impresa, munendosi di strumenti di rilevazione tarati e certificati, consapevole che solo l’empirismo e la logica potranno condurre ad esiti oggettivi e verificabili.
Il primo giorno di osservazione accadono i seguenti fatti straordinari:

  • gli strati superiori dell’atmosfera riflettono la luce solare. Il pollo annota l’ora esatta dell’alba;
  • il gallo canta. Il pollo annota l’orario, la posizione GPS del gallo e, grazie ad un fonometro di classe 1, rileva la pressione sonora dei chicchirichì ed il numero di ripetizioni;
  • un essere umano entra dal cancello, portando con sé del cibo. Il pollo rileva i suoi dati antropometrici, le caratteristiche del vestiario dell’uomo, pesa la quantità di cibo e ne cataloga la varietà;

Non daremo conto di tutte le osservazioni effettuate dal pollo. Siamo tuttavia testimoni dell’enorme mole di dati raccolti al termine della prima giornata e dell’impegno dimostrato dal dotato pennuto.

(segue)

Così inizia il libro «Safety risk management – ISO 31000, ISO 45001, OHSAS 18001» redatto dal sottoscritto e dalla collega Ing. Erica Blasizza, appena pubblicato dalla casa editrice Wolters Kluwer Italia.

Come ho scritto nella premessa del volume:

Nulla è gratis e dove è presente la possibilità di un risultato, si insidia la possibilità di una perdita.
La scelta è tra governare o essere governati dal rischio.

Libro Safety Risk ManagementL’idea di fondo che ci ha spinto a voler scrivere questo libro è il tentativo di fornire una descrizione del rischio diversa dalla solita, meno basata sulla illusione della sua prevedibilità e rimozione e più concentrata sugli aspetti della sua gestione, controllo e rilevabilità (qui trovate l’indice del libro e qui potete acquistarlo).

La prima parte del libro è dedicata al tema dell’incertezza ed al suo rapporto con la complessità. Si tenta di fornire una lettura alternativa alla narrazione classica  che spieghi come possano accadere incidenti come, per esempio, quello della Costa Concordia e si rappresentano due possibili e opposti approcci al tema del safety risk management.

Nella seconda parte dò conto della norma ISO 31000:2018, la mamma di tutte le norme ISO rivolte alla gestione del rischio, la linea guida per eccellenza sul tema, la possibile risposta per quelle organizzazioni che cercano un approccio “olistico” al risk management.

Nella terza parte l’Ing. Erica Blasizza, partendo dalla sua esperienza in materia di sistemi di gestione, fornisce indicazioni pratiche, utilizzando schede ed esempi di procedure, per impostare un sistema di safety risk management basato sullo standard ISO 45001:2018 o per migrarvi partendo dallo standard OHSAS 18001:2007.

Ah, il libro è disponibile anche in formato elettronico.

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Pubblicato in: cultura della sicurezza

Leadership e Management

Stop-Do-Right-ThingNon hanno ancora rimosso la placenta alla neonata ISO 45001 che già i suoi organi sono stati venduti sul mercato nero della formazione e della consulenza. Fa parte del gioco…

Ai miei clienti già muniti di certificazione OHSAS 18001, ho consigliato di approfittare del tempo a disposizione (tre anni), prima di convertirsi al nuovo standard, per:

  1. fare il punto della situazione;
  2. chiedersi se siano stati loro a guidare il sistema di gestione o se sia stato il sistema di gestione a guidare loro;
  3. domandarsi se le migliorate prestazioni in materia di sicurezza siano una semplice correlazione o se ci sia dietro effettiva causalità;
  4. scoprire se è possibile trasformare il passaggio al nuovo standard in un’opportunità.

Faccio io una considerazione sul punto 4. Uno dei grandi problemi dei sistemi di gestione è che, di fatto, trasformano le organizzazioni in gruppi di lavoro impegnati a mantenere la certificazione facendo ammuina, quest’ultima strettamente funzionale al mantenimento della certificazione, con conseguente riduzione dell’efficienza del sistema

Per dirla in altre parole, ci si concentra essenzialmente sugli aspetti oggetto di audit, sulle cose che la norma considera importanti, sulle cose che l’ente considera importanti, sulle cose che il consulente considera importanti e non si pensa mai alla «qualità della sicurezza».

A scanso di equivoci… Io sono un sostenitore dei sistemi di gestione. A patto che siano «sistemi di gestione» (fate un respiro e per 30 secondi concentratevi sul concetto di “Sistema di Gestione»), non sistemi di procedure, standard, moduli e istruzioni (fate un altro respiro e per 30 secondi pensate alla differenza tra le due cose).

C’è una potenziale opportunità nella ISO 45001: il ruolo della leadership.

L’OHSAS 18001 non ne parla. Sta tra le righe, mi si dirà. Non ne parla dico io.
E anche questa carenza ha contribuito a concentrarsi sui risultati e non sulla gestione.
L’OHSAS 18002 si limita a dire che il top management «dovrebbe» tirare fuori le palle quando scrive la Politica della Sicurezza. Troppo poco, dico io.

Perché la leadership è importante? Lo faccio dire a Peter Drucker che in una frase spiega la differenza tra leadership e management. Frase che io ho parafrasato per spiegare la differenza tra leader e manager:

Il manager è quello che fa bene le cose; Il leader è quello che fa la cosa giusta.

Quando guardo al mio ruolo nelle aziende, vedo una persona a cui chiedono di fare bene le cose, impegnata nel fare bene le cose: rispetto delle scadenze, redazione di procedure, analisi normativa, valutazione dei rischi, ecc.

Ma mai una volta che mi venga chiesto di fare la cosa giusta. Quello è un ruolo che mi sono ritagliato personalmente. E no, non è implicito nel mio contratto.

La ISO 45001 adesso dice che tutti i ruoli di responsabilità delle organizzazioni devono essere impegnati a fare la cosa giusta (leadership), non a fare bene le cose (management).
L’ho detto meglio io della norma, ma questo è il concetto che deve passare.

Ecco l’opportunità.