Pubblicato in: cultura della sicurezza

La soluzione definitiva al problema della sicurezza sui luoghi di lavoro

Hai speso mostrilioni di euro in formazione e-learning ma i lavoratori continuano a fare come gli pare?
Nonostante la valutazione dei rischi, fatta col migliore software in circolazione, dica che il rischio sia accettabile ovunque, i lavoratori si ostinano a farsi male?
Sei convinto che almeno l’88% degli incidenti sia legato ad azioni insicure?

Ho quello che fa per te: la BBBS®!

Baseball Bat Based Safety®

Testato in Italia nella prima metà del secolo scorso su oppositori politici, minoranze etniche e altre eccezioni, l’introduzione della BBBS® nella tua azienda unirà l’efficacia e il basso costo del metodo alla soddisfazione derivante dalla sua applicazione.

Efficacia
Una sola randellata ben assestata sulla schiena dice più di 16 ore di formazione conforme ai requisiti dell’Accordo Stato-Regioni.
Considerata l’evoluzione delle più classiche tecniche comportamentali, è scientificamente provato che la somministrazione di massimo 3 sedute di BBBS® modifica il 98% dei comportamenti indesiderati.

Basso costo
Consulenti superpagati, modelli organizzativi, organismi di vigilanza saranno solo un ricordo.
Con soli 49,00 € ti porti a casa tutto quello che serve per l’applicazione della BBBS® (offerta valida per un solo utilizzatore):

BBBS

Con l’acquisto di 10 unità avrai uno sconto del 10% e la possibilità di partecipare ad un corso di addestramento per la somministrazione efficace del metodo BBBS®.

Soddisfazione
Diciamoci la verità: la compilazione dei moduli per la denuncia dei near-miss è deprimente, ti passa la voglia di “fare” sicurezza.
Al contrario, l’applicazione della BBBS® crea dipendenza nel somministratore, grazie alla immediata produzione di adrenalina e serotonina che gratificano la tua funzione di educatore. Non potrai più farne a meno!

La sicurezza nella tua azienda è una questione di impugnatura.

Non esitare a contattarmi.


Questo post è dedicato a coloro i quali pensano che esistano soluzioni semplici a problemi complessi.

Pubblicato in: valutazione dei rischi

Siamo intelligenti, non razionali!

Siete andati a fare un safari fotografico in Namibia e, imprudentemente, scendete dal fuoristrada per fotografare un leone che stava placidamente prendendo il sole. Improvvisamente, il leone fiutando la vostra presenza si alza e vi viene incontro minaccioso. Avete con voi una balestra e, guardandovi indietro, siete in grado di stimare a che distanza si trova il vostro 4×4.

Il vostro cervello inizia a lavorare freneticamente: dovete scegliere se correre verso la salvezza rappresentata dall’abitacolo del fuoristrada o puntare la balestra contro il leone.

Per fortuna, vi tornano in mente le pallide rimembranze dei vostri studi di fisica: stimando la velocità apparente del leone siete in grado di calcolare se raggiungereste per tempo la vettura. In alternativa, usando le relazioni del moto del proiettile, potete colpire il leone con la freccia della vostra balestra.

Tra la teoria e la pratica, purtroppo, mai come in questi casi, ci sono distanze incolmabili: il nostro cervello non ha le capacità computazionali necessarie per affrontare situazioni come queste nei tempi richiesti.

Nel corso dell’evoluzione, infatti, l’uomo, per sopravvivere, ha sviluppato due differenti modalità di pensiero: una lenta (perfettamente razionale, rappresentata, ad esempio, dalla capacità di sfruttare la logica e le proprie conoscenze “scientifiche”) ed una veloce.

Quest’ultima si avvale delle euristiche, algoritmi inconsci che ci permettono di scegliere strategie e prendere decisioni senza usare la logica (lenta), affidandoci piuttosto ad intuito ed esperienza (veloci). Le euristiche, normalmente, ci permettono di pervenire a risultati notevoli e corretti ma, in alcuni casi, ci fanno toppare in modo clamoroso (io colleziono bias cognitivi come altri collezionano farfalle).

Questa capacità sono state studiate approfonditamente da due psicologi, Amos Tversky e Daniel Kahneman, in un ambito ben preciso: le discipline economiche (Kahneman vinse il premio nobel per l’economia grazie a questi studi).

Grazie ad una serie di esperimenti semplicemente geniali, T. & K. dimostrarono come gli esseri umani, messi di fronte a determinati processi decisionali, violassero sistematicamente alcuni principi elementari di razionalità.

Il test che ho proposto nel precedente post è la mia rielaborazione di quello che – a detta di Kahneman – costituisce il più noto e discusso dei loro esperimenti: il problema di Linda (seguendo il link troverete il testo originale, tradotto in italiano).

Torniamo al mio test, di cui ripropongo la traccia per rendere più semplice seguire il percorso logico che vi presento:

Un lavoratore, con mansione di magazziniere, esperto della propria mansione, viene trasportato al pronto soccorso a seguito di un grave incidente.
Quale tra i seguenti scenari ne è stata la causa probabile?
1. Un pallet, correttamente collocato, cadde da una scaffalatura ferendo gravemente il lavoratore;
2. A causa di un errore di manovra, un carrello elevatore urtò accidentalmente la scaffalatura, determinando la caduta di un pallet, correttamente collocato, che ferì gravemente il lavoratore.

La prima cosa che vorrei notaste, è che è espressamente richiesto che la valutazione circa lo scenario da preferire, debba essere condotta secondo criteri di probabilità.

A questo punto analizziamo i due scenari.

Nel primo viene proposta la caduta di un pallet correttamente collocato su una scaffalatura, senza che ne siano state specificate le cause.

Nel secondo viene proposta la caduta di un pallet correttamente collocato su una scaffalatura, per una causa ben precisa (urto della scaffalatura da parte di un carrello elevatore).

Ragionate in termini di insiemi (come ce li hanno fatti studiare alle elementari. Da grande, all’Università, ho scoperto che si chiamavano diagrammi di Eulero-Venn ed erano meno divertenti che alle scuole elementari): l’insieme dei pallet, correttamente collocati, caduti da una scaffalatura a causa di un urto della scaffalatura da parte di un carrello elevatore (insieme B) è interamente contenuto nell’insieme dei pallet, correttamente collocati, caduti da una scaffalatura (insieme A).

DiagrammaVenn

Eppure, la maggioranza di quelli che hanno commentato il precedente post, ha ritenuto preferibile optare per il secondo scenario, violando la logica delle probabilità. Siete comunque in buona compagnia: anche nell’esperimento di T. & K. il 90% dei soggetti costituenti il campione intervistato è cascato nella medesima fallacia logica.

Questo genere di errori si può generare quando utilizziamo le cosiddette euristiche del giudizio e, nello specifico, quando ci affidiamo all’euristica della rappresentatività.

Per farla breve, il motivo per cui avete ritenuto preferibile la seconda alternativa è che era semplicemente più credibile, si conformava ai racconti che sentiamo in genere, alle nostre proiezioni mentali, agli stereotipi. Tutto questo nonostante fosse illogica e violasse il calcolo delle probabilità (vorrei che questo punto fosse chiaro: la risposta 2 è sbagliata, senza se e senza ma) che è uno dei parametri che utilizziamo nelle valutazioni dei rischi.

Nei prossimi post cercherò di proseguire il ragionamento, ricollegandomi, ancora una volta, ai rischi insiti nelle valutazioni dei rischi che svolgiamo.
Ora vorrei lasciare spazio ad eventuali commenti.