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Dove sta scritto?… La verità, vi prego sulle ciabatte (e due…)

PANTOFOLA ST REGISAvevo già scritto un «Dove sta scritto» sulle prese multiple e, da creatura ingenua quale sono, ritenevo che gli animi si fossero sedati e che l’attenzione sarebbe infine passata ai veri temi della sicurezza (tipo la data certa, la nomina del RLS, la consultazione degli organismi paritetici… Tutte robe che fanno più vittime della Nutella con panna).

Invece no.

Vado da un Cliente e quello mi riferisce che sta sostituendo tutte le prese multiple. TUTTE. Parlo di un genocidio di decine, centinaia di ciabatte.

E me lo dice con la faccia di uno che ti sta mostrando quanto sia migliorato il suo stato di forma, ma nel frattempo ti guarda con lo sguardo goloso del consumatore seriale di orsetti gommosi. L’emozione contrastante di chi sa che la sicurezza è importante, ma tutto sommato ritiene sia una gran rottura di palle.

Io: «Qual è il problema? Il colore non si intona con la moquette?»
Lui (tirando in dentro la pancia): «No, non avevano il marchio CE»
Io: «Ah… Ehm… Bene… Sì. E chi te l’ha detto?»
Lui: «Nessuno. L’ho visto io. Puoi guardare anche tu…»
Io: «No, dicevo… chi ti ha detto che devono avere il marchio CE?»
Lui (con un improvviso desiderio di orsetto gommoso alla ciliegia): «L’ho letto su un documento sulla sicurezza negli uffici»
Io: «Nella migliore delle ipotesi hai capito male. Le prese multiple per gli uffici non sono soggette a marcatura CE»
Lui (masticando con rabbia l’orsetto gommoso): «Ma ormai l’ordine è partito» (Non rivelo la cifra per perché sarebbe come versare colla Artiglio su un’ustione).
Io: «Fingiti morto».

Dove sta scritto?

Prima una precisazione: il documento dal quale tutto ha avuto origine, in effetti non dice che le ciabatte devono avere il marchio CE. Il capitolo dedicato al rischio elettrico si chiude con una breve indicazione dei simboli più noti (IMQ, doppio quadrato) e a proposito del marchio CE dice: «è un requisito indispensabile per la commercializzazione del prodotto».

Vero, ma sempre se il prodotto rientra nel campo di applicazione di una Direttiva di prodotto.

In questo caso l’allegato II della Direttiva bassa tensione 2014/35/UE, esclude dal campo di applicazione: «Prese di corrente (basi e spine) a uso domestico».

Per quanto possa stupire, è così. Piuttosto occorrerebbe chiedersi come mai ci siano in vendita prese multiple con marchio CE…

 

P.S.: Lo stesso documento a pag. 14, a proposito dell’interruttore differenziale, afferma che il tasto di prova debba essere premuto ogni sei mesi.
Questa affermazione è vera solo se il costruttore non ha indicato una frequenza differente (a casa mia, per esempio, ho un differenziale con prova mensile)

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Dove sta scritto? …La verità, vi prego, sulle ciabatte

Anche le fognature della sicurezza nei luoghi di lavoro sono piene di coccodrilli albini.
Alcuni di questi miti sono diventati virali prima dell’avvento dei social network e la loro sopravvivenza è alimentata e incoraggiata dall’effetto Lindy: quanto più una fesseria risale nel tempo, tanto più probabilmente te la ritroverai nel futuro.

PANTOFOLA ST REGIS

Ieri un collega mi fa:

COLLEGA: «Tu come ti comporti con l’uso delle ciabatte sui luoghi di lavoro?».

IO: «Assolutamente vietate. I lavoratori devono indossare calzature idonee… Le pantofole vanno bene la sera a casa, come la vestaglia».

COLLEGA (visibilmente scollegato): «Eh? AH! No, io mi riferisco alle ciabatte elettriche, le prese multiple. Lo so che sono vietate, ma come fai ché le prese fisse a muro non sono mai sufficienti? E poi, spesso, me le ritrovo messe per terra invece che essere fissate in verticale…»

IO (dissotterrando l’ascia di guerra): «…Viso pallido, tu parli con lingua biforcuta».

Dove sta scritto?

Infatti, dove sta scritto che le prese multiple sono vietate e, in generale, non possono essere usate sui luoghi di lavoro? Semplicemente da nessuna parte. Trattasi di fesseria seriale.
Purtroppo, su una cosa il collega aveva ragione: le prese non bastano mai (tanto che sentiamo la necessità di aggiungervi anche le prese per il culo). Ma le norme non vietano l’uso in collegamento permanente delle prese multiple mobili.

Sulla faccenda che non possano essere installate in orizzontale, il mito trova origine nell’applicazione errata del commento all’art. 537.5.2 della norma CEI 64-8 che dice:

«… si raccomanda che per le prese a spina ad installazione fissa la direzione d’inserzione delle relative spine risulti orizzontale (o prossima all’orizzontale)»

Appunto: prese a spina ad installazione fissa. Le ciabatte elettriche non c’entrano nulla e, comunque, quel commento non è, a prescindere, una prescrizione tassativa.

Le prese multiple, come tutto, devono essere costruite a regola d’arte. E basta.

Non sono tutte uguali e comprarle al risparmio, significa tirarsi addosso i guai.

Un conto è l’ordinaria prudenza, un conto è la superstizione. Le prese multiple non sono un ricettacolo di spiriti maligni (ma possono diventarlo di polvere, se lasciate a terra e se non si riesce a pulire bene a causa dei grovigli di cavi) e sono più frequentemente causa di infortuni derivanti da inciampo che di natura elettrica.

Ricordiamo che, a monte, la presa mobile multipla deve essere allacciata ad una presa fissa la cui linea deve essere protetta (lo dicono le norme) dalle sovracorrenti mediante interruttori automatici magnetotermici. Pertanto, in caso di sovraccarico della linea, con potenziale rischio di incendio, interverrebbe la protezione dell’impianto (N.B.: sovraccarico della linea. Se sovraccaricate la presa multipla e questa ha una portata massima inferiore a quella della linea a cui è collegata – sulla base della quale è stato scelto il magnetotermico – la protezione potrebbe non intervenire).

E, a dirla tutta, le ciabatte sono molto meglio degli adattatori tripli, non fosse altro che, anziché massimo 1500 W, permettono di gestire carichi che possono arrivare fino a 3000 W (da verificare rispetto al prodotto effettivamente acquistato leggendo la dicitura stampigliata sul dispositivo).