Pubblicato in: cultura della sicurezza

Moriremo tutti di campi elettromagnetici

zombieGiovedì scorso, su Radiotre Scienza, si discuteva di campi elettromagnetici.
Si dava conto di una recente sentenza del Tar del Lazio che ha parzialmente accolto l’appello presentato dall’Associazione per la Prevenzione e la Lotta all’Elettrosmog (APLE) che obbligherà i Ministeri dell’Ambiente, della Salute e della Ricerca a  fare una campagna informativa alla popolazione per il corretto uso ed i rischi dei cellulari.

Mi pare giusto. Dato l’estrema diffusione e l’uso costante dei cellulari, mi pare corretto che le persone vengano adeguatamente informate.

Ma questo non significa che sia stato dimostrato alcun nesso di causalità tra campi elettromagnetici e tumori.

Gl studi sinora condotti non hanno dato esiti tali da fornire un’evidenza statistica (figurati quindi un legame certo) di causalità con il cancro.
Ma non ci sono nemmeno prove che non siano cancerogeni.
È per questo che sono classificati dalla IARC come cancerogeni di cat. 2B, ovvero «Possibili cancerogeni per l’uomo».

«Possibili».
Non «Probabili».
Non «Certamente».
Semplicemente «Possibili».

E gli studi continuano. E, giustamente, si concentrano soprattutto su quelle situazioni che hanno dato esiti di possibile aumento del rischio, proprio perché ad oggi non ci sono prove.

Chiaro, no?
E invece no!
Per esempio, in trasmissione scrive uno che dice: «Sono stato operato di neurinoma dopo un periodo intensivo di uso del cellulare. E ora dopo un minuto di uso del cellulare mi si presenta mal di testa. Come lo spiegate?».

Premesso che, semmai, dovrebbe essere lui a dimostrare che il neurinoma gli è venuto a causa dell’uso del cellulare e non chi afferma che non ci sono prove che l’uso dei cellulari causi il neurinoma, la questione è un’altra.

Infatti, il giorno dopo, ad un corso di formazione, raccontavo questa storia ed in tanti erano convintamente convinti, con convinzione, che i campi elettromagnetici facessero venire il “cancro alla testa”.
Il fatto che alcuni di loro fossero fumatori rendeva tutto molto surreale.

La fallacia è tra noi e, ammesso che ci fosse un vaccino per tutelarci dai ragionamenti storti, ti direbbero che fa venire l’autismo.

La questione ha drammaticamente a che fare col modo in cui trattiamo l’incertezza in tutti quesi casi in cui abbiamo già un’idea in testa.
Tipo, giudicare la nostra capacità di guidare usando il cellulare, lavorare sui macchinari senza dispositivi di sicurezza, roba così…

Tutti pensiamo di avere un cervello che funziona secondo questo algoritmo:

zombie1

 

Magari…
La verità è che non ci stiamo facendo nessuna domanda perché conosciamo già la risposta. Vogliamo solo conferme, rigettando tutte le prove che falsificano la nostra teoria.
Questo è l’algoritmo (ricorsivo e che si autoalimenta) col quale funzioniamo:

zombie2-2.jpg

 

Tristemente…


V.I.P.S. (Very Important Post Scriptum)
È la prima volta che leggi questo blog?
Allora è probabile che ci ritornerai. Senti a me: ti conviene ricevere delle notifiche quando scriverò nuovi post.
Guarda in alto a destra, c’è la mia foto. Indipendentemente dal tuo sesso, resisti alla tentazione carnale e  guarda sotto, dove dice «Segui ottantunozerotto.it».
Se invece non era la prima volta che leggevi questo blog, allora lo vedi che c’avevo ragione? Fai come ti dico, senti a me…

 

 

Pubblicato in: Senza categoria

Offro un caffè a tutti

Stamattina, sorseggiando le mie 3 tazzine di caffè (la mattina ho bisogno di una scossa, diciamo…), leggevo un articolo su una importante rivista del settore sulle modifiche al D.Lgs. n. 81/2008 relative alla protezione dei lavoratori dall’esposizione ai campi elettromagnetici.

In un passaggio del suddetto articolo, l’autore afferma che la IARC (International Agency for Research on Cancer) classifica i campi elettromagnetici (a bassa ed alta frequenza) nel gruppo 2B, quello dei «possibili cancerogeni», affermando successivamente che è lo stesso gruppo nel quale si trova classificato il caffè.

Questa storia della classificazione del caffè nel gruppo 2B dei possibili cancerogeni va avanti dagli anni ’90 e, a mio avviso, gli studi sull’argomento hanno subito gli effetti confondenti derivanti dall’abitudine dell’epoca di indossare scarpe con la zeppa e camicie di flanella da boscaiolo alla Kurt Cobain.

moda-brutta-degli-anni-90-13  moda-brutta-degli-anni-90-45

Però, da giugno, la IARC c’ha messo una pezza e il caffè è stato declassificato al gruppo 3 , a seguito di oltre 1000 studi effettuati sull’uomo e sugli animali (il problema è che l’animale, dopo che gli hai fatto assaggiare il caffè, non ne può più fare a meno. Un opossum è stato arrestato per spaccio: vendeva eroina dietro Piazza del Popolo per pagarsi il caffè al bar).

Il gruppo 3, ricordiamolo, è soprannominato “mai ‘na gioia”. Uno infatti pensa: «Se sta sotto al gruppo 2B dei possibili cancerogeni, il gruppo 3 sarà quello dei “cancerogeni manco ppe’ gnente”…».

Invece no, è il gruppo di quelli che: i dati scientifici a disposizione non permettono di concludere se esso causi o meno il cancro all’uomo (Not classifiable as to its carcinogenicity to humans) ed, ovviamente, è il gruppo più affollato con 505 agenti.

Ricordando che tutte queste espressioni sono il semplice risultato dell’applicazione del principio di precauzione (che, come dice la parola stessa, è talmente tanto prudente da risultare addirittura in contrasto con il criterio di falsificabilità di Karl Popper, la base dell’attuale metodo scientifico), diciamo che se una roba è in categoria 3, magari mi concentrerei un po’ di più sulle altre schifezze che mangiamo tutti i giorni.

Fin qui le buone notizie…

Occhio, infatti, che la IARC ha classificato le bevande MOLTO calde nel gruppo 2A, quello dei “probabili cancerogeni” che è una ‘nticchia più statisticamente rilevante rispetto ai “possibili cancerogeni”.

Molto calde significa che, per riuscire a berle dovresti ingoiarti un tubolare di fibra aramidica per non ustionarti l’esofago, dato che parliamo di 70°C… (eh sì, il tumore all’esofago è l’ottavo più diffuso al mondo e mi produce, da solo, il 5% di morti per cancro)

Comunque, prima di rinunciare alle tisane di fiori di orchidea verde del Madagascar, fatevi un esame di coscienza, dato che la prima causa di tumore all’esofago restano il fumo e le bevande alcoliche.

Dimenticavo… Offrendovi un caffè, non vi sto proponendo un cancerogeno di categoria 2A, dato che, il caffè buono va bevuto a temperature inferiori a 60°C.