Pubblicato in: organismi di vigilanza

Prescrizione ingiusta… Che fare?

11011216_1652923291620155_8768032087348643907_oSuccede… Ti arriva un bel giorno un controllo della ASL in azienda.

La prima cosa da fare è fingersi morti come fanno gli opossum. Per un buon esito della tanatosi (si chiama così, questa tecnica) è necessario tirare fuori la lingua e rallentare il battito cardiaco (roba che richiede anni di allenamento).
Da studi condotti su campioni rappresentativi di soggetti appartenenti agli Organismi di vigilanza, pare infatti che questi non sanzionino i cadaveri.

Ma, se com’è probabile che accada, l’UPG vi dovesse sgamare, allargate le braccia e consegnatevi pronunciando nitidamente la formula: «Ecce homo», manifestando in tal modo la vostra decisa volontà a collaborare e consegnandovi al loro imparziale giudizio.
Potreste entrare in uno stato di grazia, avere visioni mistiche (tipo vedere apparire un RLST) ed essere avvolti da luce circonfusa. Tutto normale… L’effetto termina appena l’UPG rileva qualcosa che non va.

Non ci occuperemo in questo breve post di quei casi in cui l’UPG ha manifestamente ragione, ma di quelle situazioni in cui ha torto marcio e non riuscite a dissuaderlo.

Esempi in ordine sparso:

  • mancata redazione del DVR perché manca la firma del datore di lavoro;
  • ponteggi che non sono messi a terra (elettricamente, si intende. Ne abbiamo parlato qui);
  •  mancata collaborazione con il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza mai eletto dai lavoratori
  • mancata consultazione per non aver richiesto all’organismo paritetico che vi venisse assegnato un RLST;
  • mancata formazione PES/PAV per lavoratori che effettuano lavori sui quadri elettrici a bordo macchina (anche se qui è la norma CEI 11-27 a contenere un errore);
  • mancata formazione per non aver richiesto la collaborazione degli organismi paritetici;

Cosa dovete fare in questi casi?

Rassegnarsi ad ottemperare alla prescrizione e pagare la sanzione è il comportamento più comune, anche se poi l’ingiustizia subita avrà riflessi irreparabili sulla vostra psiche e tutte le volte che vedrete un vigile della Municipale per strada, vi verrà voglia di metterlo sotto con l’auto.

L’alternativa è la RESISTENZA!

Prima cosa: preparate una relazione nella quale spiegherete cosa vi è stato contestato e perché, secondo voi, il rilievo che vi è stato mosso non stia né in cielo, né in terra, allegando foto o altri elementi probanti.
La relazione deve contenere solo elementi oggettivi e riportare i riferimenti legislativi e delle norme di buona tecnica che vi danno ragione.
Partite da presupposto (assolutamente fondato) che il PM al quale è stato assegnato il vostro caso  non capisce una benamata ceppa di roba tecnica (e forse non vuole nemmeno capirla, sennò non avrebbe scelto giurisprudenza all’università), il D.Lgs. n. 81/2008 lo conosce per sommi capi e, appena vedrà formule o numeri, sarà lui ad entrare in uno stato di tanatosi.
Se non si riuscisse a semplificare oltremodo e/o in poche righe la ragione delle vostre ragioni, scrivete quello che dovete scrivere, ma poi inserite un paragrafo conclusioni nel quale riassumerete in modo estremamente semplice la faccenda e il perché richiedete l’archiviazione della prescrizione.

Seconda cosa: fate leggere la relazione alla persona più stupida che conoscete. Se capisce quello che avete scritto, in particolare le conclusioni, siete a posto. Inutile insistere su ciò che non capisce. La colpa è vostra: dovete riscriverla.
Non sto sottovalutando le capacità di comprensione dei PM, ci mancherebbe… Siete voi che state sovrastimando la vostra capacità di farvi comprendere quando si parla di cose tecniche.

Terza cosa: telefonate al centralino della Procura e fatevi passare l’ufficio notizie di reato. Quando vi risponderà l’impiegato, gli comunicherete i riferimenti necessari per individuare il Pubblico Ministero al quale è stato assegnato il procedimento penale a vostro carico.
Se tutto va bene, non risponderà alla vostra richiesta. È una buona notizia, vuol dire che uno sconosciuto non può telefonare in Procura e farsi i fatti vostri. Il GDPR funziona, la macchina della Giustizia è perfetta e il Paese può uscire dalla crisi.
La cattiva notizia è che sarete però costretti a recarvi di persona in Procura a richiedere l’informazione.

Quarta cosa: una volta noto il nome del PM, inviategli la relazione (la PEC va bene, altrimenti per raccomandata). Non sarebbe male se metteste in copia anche l’ufficio dell’ASL di competenza.

A quel punto attendete.
Se  l’ispettore capisce di aver avuto torto, potrà lui stesso ritirare la prescrizione comunicandolo al PM.
In alternativa potrebbe essere il PM a richiedere l’archiviazione al GIP.
In entrambi i casi vi verrà data notizia della chiusura del procedimento penale a vostro carico.

Attenzione però… L’attesa non può durare per sempre… Il tempo previsto per l’adempimento alla prescrizione va comunque avanti.
Laddove dovesse scadere, non potreste più fruire della procedura semplificata per l’estinzione del reato di cui al D.Lgs. n. 758/1994 e dovrete far valere le vostre ragioni davanti ad un giudice

 

 

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