Pubblicato in: cultura della sicurezza

Lavati le mani, maledizione!

meme

Qualche dato su come siamo messi in Italia:

  • 23 persone morte la settimana scorsa di influenza [1].
  • Tra il 4 e il 12% della popolazione si ammala ogni anno di sindrome simil-influenzale (si va dai 2.400.000 quando va bene ai 7.200.000 di persone negli anni peggiori) [2].
  • L’influenza e la polmonite sono classificate tra le prime 10 principali cause di morte [3].
  • 8.000.000 le giornate lavorative perse nell’anno migliore (quello con poco più di 2.000.000 influenzati) [4].
  •  10,7 miliardi € il costo sociale dell’influenza e delle sindrome simil-influenzali [5].

Ora, vi sembrerà strano, ma dopo il vaccino, la misura di prevenzione più rilevante per prevenire l’influenza è lavarsi le mani [6].

Già, proprio quella cosa che vostra madre vi ha sempre detto di fare dopo aver toccato il cane, prima di mangiare, dopo essere stati al bagno, quando rientravate a casa…

Il virus dell’influenza e del raffreddore non si trasmette solo per via aerea, ma anche col contatto con mani contaminate.
Se uno starnutisce o tossisce, fa bene a mettersi la mano davanti alla bocca.
Ma poi se le deve lavare, mannaggia all’ape Maia!

In questo periodo si sente di tutto: dai noVax, ai noTAP, passando per i noTAV…
Ma nessuno parla dei noLAV che sono una percentuale statisticamente significativa della popolazione e ci costeranno quest’anno 3 miliardi di euro in più della spesa prevista per il reddito di cittadinanza. Con la differenza che con l’influenza non ci compri niente.

L’influenza non è un rischio professionale (a meno che non lavoriate in ospedali o simili), ma introdurre e incentivare negli ambienti di lavoro corrette prassi igieniche, oltre a tutelare la salute dei lavoratori, farà risparmiare all’azienda molti soldi attraverso la riduzione dei giorni di assenza per malattia (il numero delle giornate perse per influenza è quasi uguale al numero di giornate perse in infortuni [7]).

Lavarsi le mani è un’abitudine, ma non si fa come vedo fare normalmente, quando vedo la gente uscire da un bagno pubblico, cioè passando le mani sotto l’acqua per circa 5 secondi.

E ci tengo a specificare che, spesso, quando state salutando qualcuno stringendogli la mano, è come se gli steste mettendo le mani nelle mutande (senza la soddisfazione che, in taluni casi, potrebbe derivarne).
E permettetemi di aggiungere che è inutile vantarsi, come italiani, di essere praticamente gli unici al mondo ad avere un bidè in ogni bagno se poi, dopo averlo utilizzato, non ci si lava le mani.

Facciamo tutti uno sforzo per migliorare questa sana abitudine? Che dite?
Si fa così (se volete usare la soluzione alcolica, i movimenti sono gli stessi, ma non dovete usare l’acqua) [8]:

mani


V.I.P.S. (Very Important Post Scriptum)
È la prima volta che leggi questo blog?
Allora è probabile che ci ritornerai. Senti a me: ti conviene ricevere delle notifiche quando scriverò nuovi post.
Guarda in alto a destra, c’è la mia foto. Indipendentemente dal tuo sesso, resisti alla tentazione carnale e  guarda sotto, dove dice «Segui ottantunozerotto.it».
Se invece non era la prima volta che leggevi questo blog, allora lo vedi che c’avevo ragione? Fai come ti dico, senti a me…


Fonti:
[1]Fonte: epicentro(disponibili i dati aggiornati settimanalmente
[2]Fonte: «Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2018-2019», Ministero della salute
[3]ibidem
[4]http://www.sanita24.ilsole24ore.com
[5]https://www.corriere.it
[6]Fonte: «Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2018-2019», Ministero della salute
[7]Come si è già detto, nell’anno più favorevole, sono circa 8 milioni le giornate lavorative perse in Italia per influenza. Il numero di giornate lavorative perse annualmente per infortuni in occasione di lavoro è di 9 milioni.
[8]Fonte: «Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2018-2019», Ministero della salute

Un pensiero riguardo “Lavati le mani, maledizione!

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