Pubblicato in: Altro, Normativa

Nel Decreto Sicurezza l’arma «Fine di mondo» per combattere gli infortuni

Stavo in pensiero.
Era da un pò di tempo che il legislatore non si faceva sentire con qualche novità.
Mi chiedevo: gli sarà capitato qualcosa? Si sarà offeso con i lavoratori che continuano ad infortunarsi nonostante tutti i suoi tentativi di impedire gli infortuni con la produzione continua di carte, firme e date certe?

Niente di tutto questo.
L’astuto estensore di norme, dopo aver elaborato centinaia di tabelle, incrociato giga di dati e mangiato migliaia di Pan di stelle (di cui è notoriamente ghiotto), ha finalmente trovato la causa ultima degli infortuni, la radice di ogni male, il vizio occulto che stava vanificando tutti i suoi sforzi: gli UMARELL.

Umarell

Proprio loro.
Parliamo di quegli – apparentemente – innocui anziani che appena vedono un cantiere entrano in uno stato di coma vigile che impedisce loro di distogliere gli occhi dalle lavorazioni, mantenendo un’attenzione costante a quello che accade nel cantiere.
A quanto pare, costoro, con i loro commenti e la loro presenza distraggono il lavoratore che, come si sa, mi si emoziona per un nonnulla, finendo col fargli commettere errori che si traducono in infortuni.
Nella banca dati dell’INAIL c’è un caso in cui un umarell usava una cerbottana per attirare l’attenzione dei lavoratori che montavano un ponteggio, causando la caduta di uno di questi. L’umarell si è difeso sostenendo che quelli avevano scordato di mettere una fascia fermapiedi. Per dire dove arriva l’effetto umarell….
E del resto, gli umarell mi agiscono fuori dall’area di cantiere, dove gli ispettori di ASL o Ministero del lavoro non possono intervenire…

E non finisce qui: accalcandosi fuori dalla recinzione del cantiere, gli umarell rallentano il traffico, ostruiscono le piste ciclabili, impediscono il passaggio delle mamme col passeggino. Lo stato catatonico in cui versano, non gli consente di visualizzare nulla di ciò che accade fuori dall’area di cantiere.
Capite anche da soli come il problema non si limiti alla sicurezza sul lavoro, ma sia un vero e proprio problema di pubblica sicurezza, sul quale le ASL ed il personale del Ministero del Lavoro non hanno competenza.

Questo il legislatore ora lo sa e così ha escogitato l’arma «Fine di mondo», la soluzione finale per eradicare il problema: l’obbligo di invio della notifica preliminare anche al PREFETTO, contenuta nel Decreto Sicurezza (o Decreto Salvini) che modifica l’articolo 99, comma 1, del D.Lgs. n. 81/2008*.

La scelta è comprensibile, data l’emergenza del fenomeno: secondo il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, il prefetto ha tra i suoi poteri quello di adottare provvedimenti contingibili ed urgenti, se indispensabili per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica.
Non so… Penso per esempio all’idea di campi di concentramento per umarell, al DASPO dai cantieri per i più riottosi.

Ma possono anche essere attrezzate apposite aree sicure, lontane dai centri abitati, con cantieri finti nei quali l’umarell possa sollazzarsi ed, eventualmente, provare a recuperarli con dei servizi sociali, tipo fargli mettere i coni di segnalazione per i cantieri stradali, fargli  fare la stesura dell’asfalto. Cose così.

Ben fatto!!!

 

*È tutto vero… Intendo la faccenda della notifica preliminare al Prefetto: art. 28 dello schema di Decreto

 

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3 pensieri riguardo “Nel Decreto Sicurezza l’arma «Fine di mondo» per combattere gli infortuni

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