Pubblicato in: macchine, Senza categoria

Ancora un paio di cose semplici sui microinterruttori

Una settimana fa avevo postato un articolo sui microinterruttori, nel quale spiegavo le cose più semplici da controllare quando si fa una verifica sulla sicurezza delle macchine.
Stento ancora a crederci, ma qualcuno lo ha letto e mi ha fatto un’osservazione che merita di essere inserita tra le cose semplici da tenere in considerazione (grazie Emil).

Per capire bene quello che Emil voleva dirmi, ho chiesto aiuto a mio figlio di un anno e mezzo che il mese scorso si è autocostruito un mangiapannolini con lame trituratrici in grado di convertire il rifiuto in filtri A1 per le maschere per le vie respiratorie (quando il filtro sta per perdere la propria capacità filtrante, il lavoratore sente un persistente odore di merda e capisce che deve cambiarlo).

Per spiegarmi la faccenda, mi ha fatto un disegnino rappresentandomi con le fattezze di Peppa Pig

image0011.jpg

L’accorto neonato mi ha spiegato che, prevedendo che potessi farmi male, aveva installato sul coperchio del macchinario un microinterruttore a camma lineare ad apertura negativa (vedi il micro nel cerchio rosso).
Quando il coperchio si apre, la molla viene rilasciata ed i contatti sono aperti.
Chiudendo il coperchio del mangiapannolini, si comprime la molla e si chiudono i contatti, cosicché il macchinario possa funzionare.

Il guaio di questa modalità di funzionamento – mi spiegava il premuroso poppante – è che, se a coperchio chiuso i contatti si incollano o la molla si rompe, quando Peppa Pig va ad aprire lo sportello per buttare dentro il pannolino, il “pirulino” del micro non torna su, i contatti rimangono chiusi e il macchinario continuerebbe a funzionare con lo sportello aperto col rischio che Peppa Pig (che poi sarei io) si maciulli le mani .

«Era proprio questo quello che Emil ti diceva di precisare», mi puntualizza il bambino mediounenne:

Mai, mai, mai applicare a rilascio un microinterruttore di sicurezza.

I micro ad apertura positiva (indicati col cerchio con la freccia all’interno) hanno, al contrario, i contatti normalmente chiusi. Il funzionamento è esattamente l’opposto e ti accorgi che sono stati installati correttamente perché, quando il riparo è aperto, non puoi azionarne il meccanismo. Dovete controllare proprio questo…

Come ha risolto quindi mio figlio il problema della sicurezza di Peppa Pig? Semplice… Ha installato un secondo dispositivo (ridondanza) ma con un meccanismo di azionamento differente e ad apertura positiva (diversificazione), per esempio un micro a cerniera.

In questo modo, non solo ha fatto sì che, nel caso del guasto di uno dei due micro, ci fosse sempre l’altro a garantire la sicurezza, ma ha anche ridotto la probabilità che uno stesso fattore esterno (es. le vibrazioni, un pannolino che si incastra sul micro a camma, ecc.) potesse mettere fuori uso entrambi i dispositivi.

Ecco la seconda cosa semplice da verificare:

Se su un riparo sono installati due micro, devono essere di tipo differente e, almeno uno dei due, deve essere ad apertura positiva.

 

 

 

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7 pensieri riguardo “Ancora un paio di cose semplici sui microinterruttori

  1. Ecco un modo per spiegare la sicurezza a tutti, ma proprio tutti, dai 8 anni in su (senza limite superiore). Compliment!
    PS: Ho quasi finito la macchina (credo sia un bel business), ho qualche problema con le mamme. Al momento si rifiutano di consegnarmi i pannolini dei bimbi, una ha fatto un esposto in procura, ti terrò aggiornato…ciao.

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  2. Ciao Peppa (ehm Andrea), sto seguendo con interesse questa saga sui microinterruttori. Mi sorge pero’ un dubbio, come ben sai la ridondanza e’ efficace solo nel caso in cui sia possibile riscontrare un guasto in uno dei due sistemi (micro switch nel nostro caso), altrimenti si rischia che i guasti vadano ad assommarsi e non sia piu’ possibile adottare l’assunzione del singolo punto di rottura. Come viene mitigata questa problematica?

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    1. Tu parli con lingua diritta.
      Non è possibile guardare solo al numero di microinterruttori senza guardare nel contempo l’architettura logica del sistema.
      La norma EN ISO 13849-1 affronta la sicurezza dei circuiti di controllo e lì il gioco si fa veramente duro.
      Un circuito di categoria 4 è la risposta alla tua domanda (il presupposto è: scordati di mettere dispositivi in serie)

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  3. con quella del persistente odore di … sono scoppiata a ridere rumorosamente in ufficio
    caso vuole che ti debba rompere a breve proprio per una consulenza su dei filtri per semimaschera!!
    odori a parte braverrimo ed utilerrimo come sempre!
    ciao da susi pecora
    (elena)

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