Pubblicato in: cultura della sicurezza

Il rischio e la legge di Weber-Fechner

Ho iniziato la mia carriera professionale occupandomi di rumore ed, al tempo, mi capitò di studiare la legge di Weber-Fechner.

In sostanza la legge dice che, se avete in mano una scatola pesante 2 kg e vi aggiungo un altro kg, ve ne accorgete.
Ma se il peso iniziale è di 100 kg, l’aggiunta di un altro kg passerà inosservato.

In pratica, diventiamo sempre meno sensibili all’incremento di una grandezza, quanto maggiore è il valore iniziale della grandezza e questa perdita di sensibilità segue una legge logaritmica (per questo si usano i decibel, ovvero una scala logaritmica, per misurare i suoni).

Questa legge è alla base della teoria economica dell’utilità marginale, i cui effetti su tutti noi vi presento attraverso un esempio tratto dagli studi di Kahneman e Tversky.

scopettino-microfonoSupponiamo che dobbiate acquistare uno scopino per il WC col microfono. Vi recate nel vostro negozio di fiducia e scoprite che costa 35€. Ragionate sul fatto che in effetti sono tanti, ma cantare mentre state tirando fuori il meglio da voi stessi è la vostra passione, per cui decidete di procedere all’acquisto.
Mentre vi dirigete alla cassa col vostro scopettofono, un cliente vi fa sapere che a 10 minuti da lì vendono lo stesso scopino a 25€.
Che fate? Lasciate lo scopino dove si trova e cambiate negozio o lo acquistate lo stesso?

Adesso supponiamo che decidiate di acquistare l’ultimo modello di smartphone che leva anche i peli dal naso. Vi recate nel vostro negozio di fiducia e scoprite che costa 1049€. Ragionate sul fatto che in effetti sono tanti, ma quando parlate al telefono i CEM vi comportano una crescita esagerata dei peli nel naso, per cui decidete di procedere all’acquisto.
Mentre vi dirigete alla cassa col vostro levapelofono, un cliente vi fa sapere che a 10 minuti da lì vendono lo stesso aggeggio a 1039€.
Che fate? Lasciate lo smarthphone dove si trova e cambiate negozio o lo acquistate lo stesso?

La maggioranza delle persone cambia negozio nel primo caso, mentre procede direttamente all’acquisto nel secondo, perché in termini percentuali 10€ su 1049€ è poca roba rispetto alla perdita di tempo di 10 minuti.
Il fatto è che 10 minuti sono 10 minuti e 10€ sono 10€, per cui il comportamento “corretto” (inteso come perfettamente razionale ed economicamente ottimale) dovrebbe essere quello di operare la stessa scelta in entrambi i casi.

Ma questo è l’effetto della legge di Weber-Fechner: nascondere le variazioni quanto più il valore del punto di partenza è rilevante.

Temo, tuttavia, che nessuno abbia mai studiato gli effetti della legge di W-F quando parliamo di percezione di rischi per la sicurezza. La mia personale tesi è che, quanto più è elevato il rischio di partenza, tanto più si è disposti ad assumersi rischi supplementari.

Quando vi dicono: «Ho sempre fatto così», se andassimo a guardare il meccanismo (non limitandoci alle cause), troveremmo che l’affermazione è falsa.

Curva di sensibilitàNon è vero che ha sempre fatto così, ma ci si è avvicinato lentamente, a piccoli passi incrementali, giorno per giorno, perdendo la sensibilità alle variazioni in modo logaritmico man mano che il punto di partenza si spostava verso valori maggiori di rischio.
Non sorpassi in curva il giorno dopo aver preso la patente, no. Ci arrivi dopo aver fatto prima sorpassi in rettilineo dove è possibile sorpassare; il passaggio successivo sono i sorpassi in rettilineo dove c’è la striscia continua; dopo si passa ai sorpassi in corrispondenza degli incroci e via dicendo, assumendosi rischi sempre maggiori ma, paradossalmente, meno percepibili.
La curva che ho disegnato – è la variazione di uno studio di Tversky&Kahneman –  aiuta la comprensione (quantomeno non dovrebbe peggiorarla).

 

 

 

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17 pensieri riguardo “Il rischio e la legge di Weber-Fechner

  1. Al solito, ottime riflessioni; prendono le mosse, tuttavia, da un assunto di base che contesto fermamente: incasellare in modo predittivo (logico, matematico) il comportamento umano, postula che l’ hardware di partenza sia il medesimo, e questo non è.
    Vi sono persone che sono gravemente deficitarie nella prima funzione mentale avanzata, ovvero la capacità di “pre-visione”; pre-vedere, significa sostanzialmente prefigurarsi le possibili conseguenze di una data azione, senza la necessità del metodo sperimentale: di norma l’ evoluzione bambino-ragazzo porta proprio questa capacità, ma essa non è comune nello stesso grado a tutti gli esseri umani. Il problema è inserire questa variabile nell’ equazione…

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    1. Mmmm, in verità non è proprio così.
      Nessuno di questi studi afferma che l’hardware di partenza sia il medesimo e non affermano che gli esseri umani si comportano tutti allo stesso modo.
      Dimostrano semplicemente che gli esseri umani sono affetti da distorsioni che, per il singolo individuo, sono sistematiche (come nell’esempio che fai tu) ma non generalizzabili a tutti.
      Ci sono persone che, come nell’esempio dello scopettofono cambieranno negozio nel primo caso e non lo faranno nel secondo e persone che non ci cascheranno.
      Tuttavia, grazie alla statistica è possibile anche sapere in anticipo quale sarà la percentuale attesa di persone che ci cascheranno: la maggioranza. Ma sapere che è la maggioranza, non permette di individuare in anticipo (in modo predittivo) chi ci cascherà.
      Ma una volta individuata la modalità comportamentale del singolo individuo, puoi star certo che saprai predire in anticipo cosa farà la prossima volta in una situazione simile.

      I tuoi armadi contengono ancora vestiti che non indossi da anni e che sai non indosserai praticamente mai più?
      Beh, allora è probabile che se compri in prevendita un biglietto per andare a teatro (diciamo 80€?) e poi, la sera dello spettacolo, proprio non ti va di uscire di casa, deciderai comunque di andarci.

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  2. Ottima riflessione. Che porta dritta dritta, come io auspico, al fascismo aziendale in materia. Zero tolerance. Così ti abitui a non sgarrare mai e ti diviene familiare.
    A tal proposito, gioverà l’ascolto di questi importanti esponenti del black metal più hardcore.

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    1. Nonostante quanto aggiungerò, sono molto d’accordo con la tua affermazione.
      Ritengo cioè che l’elemento più rilevante è quello di mantenere i margini di sicurezza originari, senza approfittare della presenza dei margini stessi (perché è questo quello che facciamo: sapendo di avere ancora dei margini, finiamo per utilizzarli).
      Quindi sì: non accettare la minima deviazione è l’approccio corretto e, sì anch’io la penso così, le persone alla fine si abituano.
      PERÒ, è necessario essere realisti ed aspettarsi che non sarà possibile sempre monitorare e tenere sotto controllo questo aspetto. Inoltre, le abitudini, come si acquisiscono, si perdono (non facilmente, ma si perdono).
      È necessario, sempre molto necessario, investire (oltre che nel controllo, come detto) nel fattore culturale in modo da “socializzare” i comportamenti.
      Quanto più il comportamento è “sociale” (diffuso), che sia esso virtuoso o meno, tanto più le persone vi si atterranno

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    1. Non rispondo di me, ma rispondo per tutti: la B) senza dubbio.
      Lo dimostra il fatto che, nonostante sia un obbligo di legge (ipotesi A), nonostante le conseguenze di un incidente siano devastanti (Ipotesi C), la maggioranza degli utenti indossa la cintura di sicurezza quando è seduta sui sedili davanti, ma non quando si siede dietro.
      Perché, appunto, lo fanno tutti (ipotesi B)

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      1. Andrea, se è la B… a questo punto mi arrendo. Le conseguenze di questo assunto sono assolutamente tsunamiche, passo dal “mi raffiguro, prevedo, decido” al “prendo atto del comportamento collettivo maggioritario, e decido se uniformarmi o meno”. Prevedo notti insonni ad elucubrare !

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      2. Magari decidessimo se uniformarci o meno…. Siamo complessi animali sociali e agiamo come tali, non c’è consapevolezza dietro molti comportamenti attuati dalla massa.
        Perché quando cambi città o attraversi la frontiera svizzera o francese cambi il tuo modo di guidare in funzione di come guidano loro?
        Perché indossi le cose che indossi?
        Come fanno le persone a mettersi d’accordo che un dato anno va di moda il viola? E perché poi tutti si vestono di viola?
        C’è davvero da passarci le notti ad elucubrare…

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  3. Complimenti per l’articolo. Mi pare di aver capito che noi abbiamo una percezione del rischio “percentuale” mentre il rischio reale procede per valori “assoluti”.
    Anch’io avevo lo scopino karaoke nel wc, ma nel trasporto canoro sbagliavo spesso il verso e, con dispiacere, ho poi abbandonato il tutto.

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