No, l’informazione ai lavoratori non la deve fare necessariamente il RSPP

MinLavOgni tanto viene presentato qualche quesito interessante in materia di sicurezza sul lavoro alla Commissione Interpelli.

Per carità, il concetto di “interessante” è ampiamente soggettivo e magari io non trovo interessanti cose che evidentemente trovano l’interesse di altri soggetti, altrimenti non avrebbero posto il quesito. Più che altro, è che spesso leggo interpelli su questioni per le quali mi dico: «Ma guarda tu se nel 2018 ancora c’è gente che ha certi dubbi».

Poi mi domando quanti quesiti arrivino alla Commissione Interpelli e se questa non scelga di rispondere solo a quelli facili (ma io penso male per natura e finirò all’inferno nella nona bolgia, quella dei seminatori di discordia).

Comunque, questa volta mi è piaciuta la domanda e la risposta. Parlo dell’Interpello 2/2017 (eh sì, l’anno si è concluso con solo due interpelli sulla sicurezza. Nel 2016 erano stati 12) in cui si chiede alla Commissione:

«Ma secondo te, l’obbligo di informazione ai lavoratori deve essere assolto in via “prioritaria ed esclusiva” dal RSPP?»

A parte che l’art. 33, comma 1, lett. f) afferma che è il Servizio di Prevenzione e Protezione tutto, non il solo RSPP, che deve «fornire ai lavoratori le informazioni di cui all’art. 36» (infatti, nell’interpello, su ‘sto punto, la Commissione gli fa il cazziatone all’UGL ), è un dettaglio: alla fine un RSPP ce l’hanno tutti.

E la Commissione risponde:

«…rientra nella scelta del datore di lavoro decidere, caso per caso, a chi affidare l’onere di erogare l’adeguata informazione a ciascuno dei propri lavoratori».

Quindi la questione è chiara: l’obbligo è del datore di lavoro e del dirigente ma questi, volendo, possono servirsi del SPP per assolvervi (ché mo’ non è che gli puoi dire di fare tutto al SPP: solo quello che rientra tra i compiti di cui all’art. 33).

Trovo interessante l’Interpello essenzialmente per tre motivi:

  1. conferma il ruolo meramente strumentale e consulenziale del SPP, un aspetto che dovrebbe ormai essere chiaro a tutto, ma non si sa mai. Ogni tanto ciccia fuori qualcuno che dice che fornire ai lavoratori le informazioni di cui all’art. 36 è un obbligo proprio del SPP…
  2. conferma, soprattutto, che è un compito non esclusivo del SPP, dato che ogni tanto ho letto o ascoltato interpretazioni ninja nelle quali si afferma che: «D’accordo l’obbligo è del datore di lavoro e del dirigente, ma deve essere assolto rivolgendosi a  forza al SPP».
  3. precisa, tra l’altro, che non necessariamente la prima scelta per fornire le informazioni ai lavoratori è il RSPP (o altri componenti del SPP).

 

 

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2 pensieri riguardo “No, l’informazione ai lavoratori non la deve fare necessariamente il RSPP”

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