Pubblicato in: miti della sicurezza, valutazione dei rischi

La messa a terra sui ponteggi spiegata semplice

Non capisco come  sia possibile ma, nell’anno di grazia 2017 d.C., a molti non è chiaro se il ponteggio in un cantiere abbia la necessità o meno della messa a terra.

Enucleo di seguito i casi che possono presentarsi, sperando di fare chiarezza sull’argomento.

  • Caso 1 – Il ponteggio è una massa;
  • Caso 2 – Il ponteggio è una massa estranea;
  • Caso 3 – Il ponteggio non è autoprotetto dalle scariche atmosferiche.

Vediamoli singolarmente.

Caso 1

Il punto 23.2 della norma CEI 64-8 definisce la massa nel seguente modo:

«Parte conduttrice di un componente elettrico che può essere toccata e che non è in tensione in condizioni ordinarie, ma che può andare in tensione in condizioni di guasto.
Nota – Una parte conduttrice che può andare in tensione solo perché è in contatto con una massa non è da considerare una massa».

Cominciamo col fare delle esclusioni semplici.

160px-Double_insulation_symbol.svg

Supponiamo che sul ponteggio venga utilizzato un frullatore ad immersione, quelli che gli operai generalmente usano per prepararsi il milk-shake (è noto che l’operaio mi è ghiotto di frullati). Quasi certamente, il minipimer in questione sarà di classe II, riconoscibile dal simbolo dei due quadrati concentrici.
In questo caso, per definizione, l’apparecchio è intrinsecamente progettato per non necessitare di connessione a terra. Insomma, lui stesso non è una massa. Figuriamoci se può esserlo il ponteggio.

Per alimentare il minipimer, quasi certamente l’operaio goloso, mi avrà steso una prolunga. Se il cavo è H07RN-F (tipico), vale lo stesso ragionamento: trattasi di cavo di classe II.

Insomma, quando avete a che fare con roba di classe II, il problema non ve lo dovete proprio porre.

Può succedere, tuttavia, che l’operaio debba utilizzare un’attrezzatura di classe I. Supponiamo ad esempio che abbia la necessità di fare il bucato sul ponteggio e installi una lavatrice.
La lavatrice, non so perché, è l’elettrodomestico più ricorrente a livello didattico quando si tratta di spiegare il rischio da contatti indiretti. La trovate in una moltitudine di slides sul rischio elettrico. Ma se preferite, potete usare anche un argano a motore elettrico (anche se non so come farete a fare un bucato con l’argano).

Gli apparecchi di classe I hanno solo un isolamento principale, per cui, in caso di cedimento dello stesso, il loro involucro diverrebbe una massa, per come è stata prima definita. Il caso vuole che la norma imponga che tali attrezzature siano dotate di una messa a terra di protezione che, attraverso il suo conduttore, finirà dritta nell’impianto di messa a terra del cantiere (del cantiere eh, non del ponteggio. Del cantiere). In poche parole hanno la loro messa a terra.
La magicabula che spezza l’incantesimo, in questo caso, è la nota al punto 23.2 della norma CEI: un ponteggio (parte conduttrice) a contatto con una massa (lavatrice o argano) non diventa massa.

Quindi, anche con la roba di classe I non c’è motivo di mettere a terra il ponteggio.

Se per alimentare la lavatrice l’operaio ha utilizzato i cavi unipolari senza guaina (quelli che corrono nelle pareti di casa vostra, per capirci…), beh in quel caso lo avrà sicuramente posato all’interno del suo tubo protettivo.
Come dite? Non l’ha fatto??!? La soluzione in quel caso non è mettere a terra il ponteggio, ma infilare il cavo nel tubo protettivo, perché la posa non è a norma.

Considerando che gli apparecchi di classe 0 (quelli che hanno solo un isolamento principale, ma nessun conduttore di protezione per la messa a terra) sono vietatissimi ed è più facile trovare un chilo di eroina pura al fruttivendolo sotto casa, direi che abbiamo finito.

Ah no, già… apparecchi di classe III. Vabbeh, questi sono alimentati a tensione di sicurezza… Lo dice la parola stessa. Quindi no, manco in questo caso ci vuole la messa a terra.

Caso 2

Il punto 23.3 della solita norma CEI, ci dice è che una massa estranea è una:

«parte conduttrice non facente parte dell’impianto elettrico in grado di introdurre un potenziale, generalmente il potenziale di terra».

Il ponteggio è una parte conduttrice? Sì.
Fa parte dell’impianto elettrico? No.
Quindi è una massa estranea!

Non è detto. Si tratta di vedere se può introdurre un potenziale pericoloso (non roba che esce dal ponteggio, ma roba che può entrarci) a causa della sua bassa resistenza rispetto a terra.
In questo caso, siccome i cantieri sono un ambiente a maggior rischio elettrico, si deve misurare se la resistenza verso terra è maggiore di 200 Ohm. Se lo è NON devi collegare a terra o vanifichi l’isolamento naturale.

Quando una roba è sicura, la devi lasciare com’è. Te lo dice anche la norma CEI 64-17:

« Si ricorda che tutti i manufatti metallici di cantiere (recinzioni, ponteggi, tettoie ecc.) che non siano né masse né masse estranee non devono essere collegate all’impianto di terra».

Chiaro no?

Caso 3

Fulmini. Se leggendo questo post ti è venuto qualche dubbio, ti sfugge qualcosa o altro, allora non sei in grado di valutare il rischio che il ponteggio sia colpito da un fulmine.
Affidati ad un tecnico capace che ti faccia il calcolo ai sensi della norma CEI EN 62305 e vivi sereno. Non ti inventare niente.
Se dal calcolo emerge che la struttura è autoprotetta, la messa a terra non serve.

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9 pensieri riguardo “La messa a terra sui ponteggi spiegata semplice

  1. Ciao caro Andrea, come sempre professionale e competente aldilà delle bazzecole di qualche sbarbatello del gruppo facebook . Sei stato chiaro e ne prendo atto per la tua semplicità . Grazie ispettore RAFFAELE Giovanni

    Piace a 1 persona

  2. l’idea della lavatrice sul ponteggio ad uso lavoratori (avranno avuto l’addestramento ? – io sono stato interdetto all’uso) mi ha fatto godere !! GRANDE !!

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    1. Se penso che la conferenza Stato-Regioni ha previsto l’abilitazione per l’uso di una semplice pompa per calcestruzzo e non per quello di una lavatrice in cantiere, rabbrividisco.
      Hai idea quante mutande e canottiere rosa circolano nei cantieri?

      Mi piace

  3. Caro Andrea,
    posso sliderizzare questi tuoi concetti, per farli capire “facile facile” nei corsi per lavoratori?
    Citerei la fonte naturalmente…
    Giorgio

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  4. Pensavo prima di scoprire il tuo blog di essere condannato ad una vita lavorativa solitaria, incompreso dalla massa (estranea, ma non nel senso elettrico). Finalmente ho capito che c’è vita oltre a me su questo pianeta (lavorativo). 😀

    Piace a 1 persona

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