Pubblicato in: incidenti

Il marketing della sicurezza

Parliamoci chiaro: la sicurezza sul lavoro è anche un business.
Non c’è niente di male nel riconoscerlo. Anzi, mi chiedo come si possa non riconoscerlo.

Non mi riferisco solo a coloro i quali prestano servizi di consulenza alle aziende. Penso anche alle aziende stesse, alla loro necessità di ridurre infortuni e malattie professionali, oltre che per etica del lavoro, anche per evitarne le conseguenze economiche e legali o per migliorare la propria immagine.

Per certi versi è anche un vantaggio, soprattutto quando incentiva a migliorarsi. Se sicurezza e business si sostengono a vicenda, questo non può che far bene.

Ciò che non condivido è la trasformazione della sicurezza in “prodotto”, sia da parte dei consulenti che delle stesse aziende. Quando la sicurezza diventa un prodotto, come succede anche in campo pubblicitario, si fanno promesse che non si possono mantenere.

A cosa mi riferisco? Di seguito alcuni esempi:

  • Modelli OHSAS 18001 che «basta tenere tutto sotto controllo…»
  • Based Behaviour Safety che «oltre il 90% degli infortuni sono prodotti da azioni insicure…»
  • Procedure di sicurezza che «devono solo fare quello che c’è scritto qui…»

Ma anche slogan aziendali, tipo:

  • Safety first!
  • infortuni zero!!
  • Tutti gli incidenti possono essere prevenuti!!!1!(uno)!

Come per la mia proposta di BBBS®, sono tutte risposte semplici a problemi complessi. Si tratta di pratiche similari alle guarigioni miracolose e, come queste ultime, hanno le stesse premesse:

  1. attrarre persone vulnerabili con la promessa di un miracolo;
  2. dar loro “prova” del potere di guarigione (in questa fase l’uso di statistiche, studi e aneddotistica è essenziale, spesso facendo riferimento a situazioni similari);
  3. condizionare il successo al loro, personale, volume di fede: quanto più ci crederanno, tanto più il risultato sarà garantito.

Se le cose non vanno come sperato, non è perché il mondo è più complesso di come lo si voleva rappresentare, ma perché le cose non sono state applicate correttamente o non ci si è creduto abbastanza.

Purtroppo no: non tutti gli incidenti possono essere prevenuti e nessuno strumento, metodo, slogan ci permetterà mai di azzerare il rischio.

L’obiettivo dell’eliminazione dei rischi (art. 15, comma 1, lett. c) del D.Lgs n. 81/2008) è irraggiungibile, inesigibile, inattuabile. È solo marketing giuridico.

Non esistono cure miracolose, non è una questione di fede: l’entropia avrà sempre la meglio.

È già abbastanza ambizioso raggiungere risultati realisticamente possibili, senza alcuna necessità di promettere a nessuno il raggiungimento di obiettivi naturalmente impossibili.

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3 pensieri riguardo “Il marketing della sicurezza

  1. il “marketing giuridico” mi mancava, come definizione.
    L’ho immediatamente aggiunta al cuppetiello di “locuzioni ammescate” da cui pesco in fase di stesura perizie.
    Un consueto virtuale abbraccissimo.

    Mi piace

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