Pubblicato in: incidenti

Consigli per un Natale sicuro

Se le ultime sterili polemiche politiche sul presepe vi sono scivolate addosso come acqua sulle piume di un papero e se siete riusciti ad evitare di essere precettati per l’annuale maratona tra i mercatini di Natale con la scusa del potenziale rischio di beccare un untore del virus AH1N1, la Commissione europea vi fornisce un ulteriore motivo per rifugiarvi cautelativamente su qualche isolotto sperduto del Pacifico in attesa che anche questo Natale passi, rinviando il problema all’anno successivo.

Infatti, da uno studio effettuato tra novembre 2007 e maggio 2009 dalla Commissione europea e le autorità di Ungheria, Germania, Slovacchia, Slovenia e Paesi Bassi su 196 ghirlande luminose, sono stati evidenziati gravi problemi di non conformità, con particolare riguardo alla sicurezza.

In particolare:

1.  il 25% delle ghirlande luminose non ha superato le prove di sicurezza per gli ancoraggi dei cavi. Ancoraggi inadeguati possono provocare un distacco dei cavi elettrici con alti rischi di scosse elettriche.

2.  il 23% delle ghirlande luminose non soddisfa il requisito della superficie della sezione trasversale. Ciò significa che il cavo è troppo sottile per le correnti elettriche che è destinato a sopportare, con conseguente aumento del rischio di surriscaldamento e di incendio.

3.  Il 28% non ha superato le prove di sicurezza riguardanti i cavi. Ciò significa che l’isolamento e le caratteristiche costruttive della ghirlanda sono tali da presentare rischi di scosse.

Praticamente una ghirlanda luminosa su 4 rischia di incendiarvi casa o di farvi provare l’ebbrezza del passaggio di una corrente di tensione a 220 V attraverso il vostro corpo.

Anche se tale analisi non comprendeva l’Italia tra le nazioni interessate, vale la pena ricordare che le merci in Europa circolano liberamente tra i paesi membri.

Proprio il Natale scorso mia madre voleva che riparassi una di queste catene luminose intermittenti per gli alberi di Natale alla quale si era staccata la spina (non conformità numero 1). Il cavo che mi si è parato davanti era composto da tre fili ciascuno di sezione micrometrica (motivo per il quale la spina si era staccata, non conformità numero 2) e poteva consentire sì e no il passaggio della corrente sufficiente ad alimentare una sola di quelle lampadine, contro le 100 effettivamente presenti.

Quando chiesi all’augusta genitrice di confessare dove avesse reperito una simile trappola, lei candidamente mi rispose di averla acquistata al supermercato dopo aver verificato che sulla confezione fosse stato apposto il marchio CE (questa era una palese bugia, mia madre non verificherebbe mai una cosa del genere, ma ad onor del vero il marchio CE era presente sulla confezione. Non sapremo mai la verità…).

Vale la pena ricordare che la marcatura CE non è sinonimo di conformità, essendo apposta unilateralmente dal produttore o dall’importatore, senza alcun controllo da parte di soggetti terzi, ma questo la mia ingenua fattrice non poteva saperlo e così si è ritrovata, con una modica cifra, un economico addobbo di Natale che rischiava di trasformare il nostro salotto in un confortevole rogo.

Dopo essere stato qualificato come “esagerato” e “professionalmente deformato” (incredibile come riscuota più credito presso i miei clienti che presso i miei genitori…), rivestito della lucente corazza della più assoluta e totale indifferenza ho provveduto a frullare l’addobbo nel secchio della spazzatura.

Ora, se non siete amanti del brivido come la mia mamma (alla quale tutto si perdona per le prelibatezze che è in grado di produrre al cenone di Natale), permettete che vi suggerisca alcuni semplici consigli da osservare per passare una serena festività senza la, pur allegra, compagnia dei Vigili del fuoco:

  1. Comprate ghirlande di Natale che, oltre all’obbligatorio marchio CE, riportino anche la certificazione di un organismo terzo di qualità (IMQ, TÜVGSecc.). Questi enti di certificazione effettuano controlli attraverso prove di isolamento e di tensione applicata fra le varie parti accessibili e le parti sotto tensione, nonché verifiche sulla capacità dei materiali impiegati di non propagare la fiamma e sulle temperature massime raggiunte durante il loro funzionamento;
  2. Siccome le prese elettriche a disposizione non sono mai sufficienti, ricorrete preferibilmente all’uso di ciabatte, anziché di prese doppie o triple, anch’esse munite di marchio di certificazione IMQ;
  3. Nel caso di luminarie da appendere all’aperto, verificare che sulla confezione sia specificato “per uso esterno”, che abbiano il cavo in gomma e che abbiano un grado di protezione almeno IP23;
  4. È preferibile che la catena luminosa sia provvista di trasformatore, in modo da evitare surriscaldamenti delle lampadine;
  5. Staccate sempre la spina prima di uscire di casa o di andare a letto;
  6. Per quanto riguarda l’albero di Natale, se propendete per acquistarne uno sintetico, verificare che sia del tipo autoestinguente. Se invece la scelta cade sul naturale, meglio adottarne uno vivo (che poi potrà essere ripiantato con vantaggi anche per l’ambiente), con tanto di radici. Se pur preferendo l’abete naturale, si sceglie di prendere un albero tagliato, fate molta attenzione agli aghi che, con il passare dei giorni, tendono a seccarsi, diventando estremamente combustibili.
    ATTENZIONE: questa non è un’esagerazione! In un ambiente chiuso, la combustione di un albero di Natale può far raggiungere il flash-over (il momento di inizio della combustione generalizzata) in meno di un minuto, come dimostrato efficacemente in questo video
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