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Construction Wars IV – L’impero colpisce ancora

Tanto tempo fa, in una galassia lontana, lontana…

Sono tempi duri per la ribellione. Nonostante il D.Lgs. 494/1996 sia stato distrutto, le truppe imperiali europee hanno stanato le forze ribelli italiane dalle loro basi nascoste e le hanno inseguite attraverso la galassia con gli incursori della Corte di giustizia europea. 

Nel tentativo di far perdere le loro tracce, un gruppo di combattenti per la libertà, guidati dal loro legislatore Jedi Luke Skywalker, ha stabilito una base segreta su uno sperduto satellite ai confini della galassia, il D.Lgs. 81/2008, sul quale ha messo a punto la sua nuova arma: l’art. 39 della Legge comunitaria 2008.

Ma il malvagio legislatore italiano Lord Dart Fener, ossessionato dall’idea di trovare il giovane Skywalker, ha inviato migliaia di sonde fino ai più lontani confini dello spazio…

Il malvagio legislatore italiano Lord Dart Fener

Il malvagio legislatore italiano Lord Dart Fener

 

Inizia così un altro capitolo della saga che vede contrapposti Italia Vs. Europa nel merito del recepimento della Direttiva cantieri. Come accade spesso con le saghe, lo spettatore che non conosce i precedenti episodi, rischia di trovarsi un po’ spiazzato, in particolare quando la trama è complessa come in questi casi, per cui mi cimenterò in un breve riassunto.

La storia parte molto in là nel tempo e nello spazio, quando ancora la Galassia era governata da forze buone e democratiche (i legislatori europei) che, per mantenere l’ordine, produssero la direttiva 92/57/CEE, meglio conosciuta come Direttiva cantieri, imponendo a tutti i pianeti della Galassia di recepirla.

L’Italia recepì tale direttiva con il D.Lgs. n. 494/1996 ma, diciamo, “ci mise del suo”…

Con riferimento ai casi in cui si doveva procedere alla nomina dei due cavalieri Jedi noti con il nome di coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione e in fase di esecuzione, il legislatore italiano ribelle Lord Dart Fener, con un colpo di mano, introdusse due deroghe a quest’obbligo (cantieri con assenza di rischi particolari e/o cantieri di entità inferiore a 200 uomini/giorno), mentre la Direttiva originaria prevedeva la nomina dei cavalieri Jedi tout court in tutti i cantieri con presenza di più imprese.

La principessa Leyla, alla guida  della Commissione delle comunità europee, intima prima all’Italia di motivare tale provvedimento e, successivamente, non avendo ricevuto alcuna risposta, diffida Lord Dart Fener a trasporre correttamente la Direttiva comunitaria.

Non avendo ricevuto nuovamente alcuna risposta, la principessa Leyla presenta dunque ricorso al Consiglio degli Jedi (Corte di Giustizia europea).

La Corte di giustizia dà ragione alla principessa Leyla, imponendo all’Italia di recepire correttamente l’obbligo di nomina dei coordinatori in tutti i cantieri con presenza di più imprese.

Qui inizia il nostro nuovo episodio. Colpo di scena…

Quasi contestualmente alla sentenza di condanna (Luglio del 2008), la norma italiana a cui essa si riferisce (D.Lgs. 494/1996), viene distrutta e sostituita dal D.Lgs. n. 81/2008 (maggio 2008), un estremo tentativo di resistenza da parte dei ribelli fedeli alla principessa Leyla, ma Lord Dart Fener anche questa volta riesce a contrastare l’azione ribelle con l’incursione nel testo legislativo del micidiale art. 90, comma 11, il quale ancora una volta deroga alla nomina di uno dei due cavalieri Jedi (il coordinatore per la progettazione), questa volta qualora si tratta dei famigerati lavori privati non soggetti a permesso di costruire.

Inizia così il nostro episodio.

Il 14 luglio 2009 viene pubblicata in G.U. la Legge comunitaria 2008 la quale, con l’articolo 39, apporta modifiche al D.Lgs. n. 81/2008. Di seguito il testo:

Art. 39.

1. Al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 90, il comma 11 e’ sostituito dal seguente:

«11. La disposizione di cui al comma 3 non si applica ai lavori privati non soggetti a permesso di costruire in base alla normativa vigente e comunque di importo inferiore ad euro 100.000. In tal caso, le funzioni del coordinatore per la progettazione sono svolte dal coordinatore per la esecuzione dei lavori»;

b) all’articolo 91, comma 1, dopo la lettera b) e’ aggiunta la seguente:

«b-bis) coordina l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 90, comma 1».

Per allinearsi alla Direttiva comunitaria, il nostro legislatore apporta una modifica al discutibilissimo articolo 90, comma 11. Peccato che ancora una volta Lord Dart Fener sia riuscito a metterci lo zampino…

Infatti, con tale modifica, com’è immediatamente evidente, si deroga nuovamente alla nomina del coordinatore per la progettazione (nel caso di lavori privati non soggetti a permesso di costruire e di importo inferiore a 100.000 euro), benché poi si afferma che le sue funzioni sarebbero comunque svolte dall’altro cavaliere Jedi: il coordinatore per l’esecuzione.

Ma la direttiva comunitaria parla di “nomina” in tutti i casi dei coordinatori, non solo dello svolgimento delle loro funzioni. Questo punto che potrebbe apparire cavilloso (in fondo, si direbbe, l’importante è che qualcuno svolga le funzioni preposte, poi che si chiami in un modo o nell’altro poco importa), non lo è.

Infatti, come noto, il coordinatore per l’esecuzione viene designato dal committente “prima dell’affidamento dei lavori” (art. 90, comma 4), e pertanto, benché gli possano essere state affidate con le nuove modifiche anche le funzioni proprie del coordinatore per la progettazione, non riuscirebbe materialmente a partecipare alla fase vera e propria di progettazione, generando così contraddizione con uno dei “considerando” nella premessa della Direttiva 92/57/CEE nella quale si afferma: “… considerando che le scelte architettoniche e/o organizzative non adeguate o una carente pianificazione dei lavori all’atto della progettazione dell’opera hanno influito su più della metà degli infortuni del lavoro nei cantieri nella Comunità…”.

Tale “considerando” enuncia in maniera chiara l’importanza di effettuare scelte adeguate e definire misure opportune fin dalla fase di progettazione, non potendosi limitare le soluzioni ai provvedimenti che residualmente è possibile attuare una volta che i giochi siano stati fatti.

Per fortuna, tale modifica entrerà in vigore il 29 luglio p.v. e pertanto dovrebbe avere vita breve, poiché entro il 16 agosto 2009 dovrebbe essere approvato il decreto correttivo, il quale apporterà sostanziali modifiche al testo vigente ed, in particolare al Titolo IV. Secondo le bozze degli schemi di decreto disponibili, il comma 11 dell’articolo 90 verrebbe definitivamente abrogato, eliminando ogni anomalia derivante da improbabili distinzioni per i lavori privati ed introducendo un meccanismo di nomina dei coordinatori molto più coerente col dettato europeo.

Tutti coloro che credono nel Bene e sono fedeli all’Alleanza Ribelle saranno chiamati a dare il loro contributo.

La Forza sia con voi!

Luke Skywalker: Oh, no! Ora non la tireremo più fuori!
Yoda: Così sicuro sei tu. Sempre per te non può essere fatto. Tu non senti ciò che dico!
Luke Skywalker: Maestro, spostare delle pietre è una cosa: questo è del tutto diverso!
Yoda: No! Non diverso! Solo diverso in tua mente. Devi disimparare ciò che hai imparato.
Luke Skywalker: D’accordo, ci proverò.
Yoda: No! Provare no! Fare. O non fare. Non c’è provare!
[Luke cerca di tirar fuori la navicella dalla melma, ma senza successo]
Luke Skywalker: Non ci riesco, è troppo grossa!
Yoda: La grandezza non conta. Guarda me, giudichi forse me dalla grandezza? Non dovresti farlo infatti, perché mio alleato è la Forza, ed un potente alleato essa è! La vita essa crea ed accresce, la sua energia ci circonda e ci lega; illuminati noi siamo! Non questa materia grezza! Tu devi sentire la Forza intorno a te, qui, tra te, me, l’albero, la pietra, d’ovunque! Sì, anche tra la terra e la nave.
Luke Skywalker: Tu vuoi l’impossibile! 
[Yoda riesce a tirare fuori la navetta] Non posso crederci!
Yoda: Ecco perché hai fallito.

Il legislatore Jedi

Il legislatore Jedi

 

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